24 Settembre 2026, giovedì
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L’appello di Leone XIV: proteggere i minori migranti è un dovere collettivo

Durante l’udienza del mercoledì il Papa richiama la comunità internazionale alla responsabilità: i bambini in fuga sono esposti a violenze, sfruttamento e morte. Serve un impegno condiviso.

Leone XIV ha scelto di dedicare le ultime parole dell’udienza generale a Piazza San Pietro a chi, più di tutti, paga il prezzo delle migrazioni forzate: i minori. Il Pontefice ha parlato con voce ferma, richiamando l’attenzione su una realtà che spesso scivola ai margini del dibattito pubblico. Ha ricordato che bambini e adolescenti costretti a lasciare la propria terra affrontano un percorso segnato da traumi profondi, violenze, torture, sfruttamento. E che non di rado, lungo le rotte migratorie, perdono la vita.

Il Papa ha rivolto un invito diretto alla responsabilità collettiva, chiedendo che ciascuno si senta parte attiva nella tutela di questi ragazzi. Ha sottolineato che non basta indignarsi di fronte alle tragedie che attraversano il Mediterraneo o le frontiere terrestri: occorre assumere un ruolo concreto, sostenere chi opera sul campo, promuovere politiche di protezione, garantire accoglienza e assistenza adeguate.

Le sue parole arrivano a pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il 27 settembre. Un appuntamento che, nelle intenzioni del Pontefice, non deve essere soltanto simbolico, ma trasformarsi in un’occasione per rimettere al centro del discorso pubblico la condizione dei più vulnerabili. Leone XIV ha ricordato che dietro ogni numero ci sono volti, storie, famiglie spezzate. E che la tutela dei minori migranti non è una questione di confini, ma di umanità.

Il messaggio del Papa si inserisce in un contesto globale complesso, segnato da conflitti, crisi climatiche e instabilità economica che spingono milioni di persone a cercare altrove una possibilità di vita. In questo scenario, i bambini restano i più esposti e i meno protetti. Per questo il Pontefice ha chiesto che la comunità internazionale, le istituzioni e i cittadini non distolgano lo sguardo.

Un richiamo che suona come un monito e, insieme, come un invito a ritrovare la capacità di prendersi cura. Perché, ha ribadito Leone XIV, la vita di quei ragazzi riguarda tutti.

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