24 Settembre 2026, giovedì
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Pietre d’inciampo vandalizzate a Roma, Cirielli: «Un attacco alla memoria, i responsabili siano perseguiti»

Lo sfregio ai memoriali dedicati a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, deportati e assassinati ad Auschwitz, è avvenuto nella notte di Yom Kippur. Il viceministro degli Esteri: «Un gesto ignobile che alimenta un odio antisemita che non può trovare spazio nella nostra società»

Roma si risveglia davanti a un nuovo sfregio alla memoria della Shoah. Le pietre d’inciampo dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, deportati e assassinati ad Auschwitz, sono state vandalizzate nella Capitale. Un gesto che assume un significato ancora più grave perché compiuto nella notte di Yom Kippur, la ricorrenza più sacra dell’ebraismo.

A condannare con fermezza l’episodio è Edmondo Cirielli, viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che parla di un atto «ignobile», capace di colpire non soltanto il ricordo delle vittime della persecuzione nazista, ma la coscienza collettiva del Paese.

«La vandalizzazione a Roma delle pietre d’inciampo dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, deportati e assassinati ad Auschwitz, è un gesto ignobile che offende la memoria delle vittime della Shoah e ferisce l’intera comunità nazionale», ha dichiarato Cirielli.

Le pietre d’inciampo, disseminate in numerose città europee davanti alle abitazioni dalle quali furono strappate le vittime del nazismo, hanno una funzione precisa: riportare la memoria nella quotidianità dei luoghi, restituendo un nome e una storia alle persone perseguitate, deportate e uccise. Per questo la loro vandalizzazione non rappresenta soltanto un danneggiamento materiale, ma assume un evidente valore simbolico.

Nel caso romano, secondo Cirielli, la coincidenza temporale con Yom Kippur rende l’accaduto «ancora più grave e inquietante». «Colpire quei simboli significa tentare di cancellare la storia e alimentare un odio antisemita che non può trovare alcuno spazio nella nostra società», ha aggiunto il viceministro.

La condanna si accompagna alla richiesta di individuare rapidamente i responsabili e di procedere con il massimo rigore. Cirielli ha espresso «piena solidarietà alla Comunità ebraica di Roma e ai familiari delle vittime», sollecitando le autorità competenti a fare piena luce sull’accaduto.

Il caso riporta così al centro dell’attenzione il tema della tutela della memoria della Shoah e del contrasto all’antisemitismo. Un tema che, nelle parole del viceministro, non può essere affrontato con indifferenza né con ambiguità, soprattutto davanti a episodi che prendono di mira direttamente i simboli attraverso i quali le città ricordano le vittime della persecuzione.

«Di fronte al preoccupante riemergere dell’antisemitismo in Italia e in Europa non sono ammesse indifferenza o ambiguità», ha concluso Cirielli. «Difendere la memoria e contrastare l’odio contro gli ebrei è una responsabilità di tutti».

Le pietre d’inciampo, piccole targhe di ottone incastonate nel selciato, obbligano idealmente chi passa a fermare per un istante lo sguardo e a confrontarsi con una storia individuale. È proprio questa dimensione concreta e quotidiana a renderle uno dei più riconoscibili strumenti della memoria europea. Vandalizzarle significa intervenire su quella memoria nel luogo stesso in cui essa viene custodita e trasmessa.

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