23 Ottobre 2026, venerdì
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Sassonia-Anhalt, il laboratorio della destra che può cambiare la Germania

Urne aperte nel Land dell’ex Germania Est: circa 1,7 milioni di elettori sono chiamati a scegliere il nuovo Parlamento regionale. L’AfD vola nei sondaggi e punta a superare il 40%, mentre la Cdu e gli altri partiti democratici cercano di impedirle di trasformare il consenso in potere. Un voto locale che può diventare un terremoto nazionale.

Per un giorno, la Sassonia-Anhalt diventa il centro della politica tedesca. Non soltanto perché oggi, 6 settembre, circa 1,7 milioni di cittadini sono chiamati a eleggere il nuovo Parlamento regionale, ma perché da queste urne potrebbe uscire un risultato destinato a pesare ben oltre i confini del Land.

I seggi sono aperti dalle 8 e chiuderanno alle 18. Le prime proiezioni sono attese subito dopo la chiusura, mentre i risultati provvisori definitivi dovrebbero arrivare nelle prime ore di lunedì. Ma il dato politico, qualunque esso sia, appare già scritto in anticipo: questa non sarà una normale elezione regionale.

Il motivo ha un nome preciso: Alternative für Deutschland. L’AfD, il partito della destra radicale tedesca, arriva all’appuntamento elettorale con numeri che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impensabili. I sondaggi la collocano oltre il 40%, una soglia che, in determinate combinazioni, potrebbe persino aprire la strada a una maggioranza assoluta.

A guidare la corsa c’è Ulrich Siegmund, 35 anni, volto giovane e particolarmente presente sui social, determinato a conquistare per l’AfD uno dei traguardi più simbolici della sua storia: la guida di un governo regionale. Nato nell’anno della riunificazione tedesca, Siegmund potrebbe diventare il più giovane governatore regionale della Germania, ma soprattutto l’uomo chiamato a trasformare la crescente forza elettorale dell’AfD in potere istituzionale.

È proprio questo il punto che rende il voto della Sassonia-Anhalt così delicato.

Nel 2023 l’Ufficio regionale per la tutela della Costituzione aveva classificato l’AfD del Land come organizzazione di estrema destra. Tre anni dopo, quello stesso partito potrebbe trovarsi nella posizione di dettare le condizioni della politica regionale.

La destra alla prova del potere

La campagna elettorale di Siegmund ha contribuito ad alimentare il carattere divisivo della sfida. Tra le proposte avanzate dal candidato ci sono anche posizioni fortemente controverse, come quella relativa alla creazione di classi scolastiche separate per persone con disabilità e rifugiati.

Al di là delle singole proposte, il tema centrale è però un altro: può l’AfD passare dalla protesta al governo?

Dal 1945 a oggi, la politica tedesca ha costruito attorno alla destra radicale una barriera che, con formule e intensità diverse, ha impedito all’AfD di trasformare il proprio consenso in partecipazione diretta al potere. Il cosiddetto Brandmauer, il muro di contenimento politico, si è fondato sulla scelta degli altri partiti di non governare con l’AfD né di dipendere dai suoi voti.

In Sassonia-Anhalt quel muro rischia però di essere sottoposto alla prova più difficile.

Se l’AfD dovesse ottenere la maggioranza assoluta, la questione diventerebbe immediata. Se invece restasse senza numeri sufficienti per governare da sola, comincerebbe la partita delle coalizioni: una combinazione complessa, nella quale gli altri partiti sarebbero costretti a trovare un equilibrio per impedire alla formazione di estrema destra di arrivare comunque al governo.

Ed è qui che un’elezione regionale si trasforma in un problema nazionale.

L’ombra di Berlino

Il risultato sarà osservato con particolare attenzione anche dalla capitale. Il cancelliere Friedrich Merz arriva infatti a questo appuntamento in una fase politica tutt’altro che semplice. La sua popolarità è ai minimi e persino all’interno della Cdu il suo coinvolgimento nella campagna elettorale in Sassonia-Anhalt è stato considerato poco opportuno.

Un eventuale trionfo dell’AfD rappresenterebbe quindi molto più di una sconfitta locale per i conservatori. Sarebbe la fotografia di un rapporto di forza che potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione il governo federale e la leadership di Merz.

La Cdu, che nelle precedenti tornate regionali sembrava in grado di mantenere saldamente la propria centralità, si trova ora davanti a uno scenario completamente diverso. La crescita dell’AfD la costringe a misurarsi con una destra che non le contende soltanto voti, ma l’egemonia sull’elettorato conservatore.

E il problema non riguarda soltanto la Sassonia-Anhalt.

Tra due settimane anche Berlino sarà chiamata alle urne. Il calendario elettorale tedesco potrebbe così trasformarsi in una sequenza di segnali difficili da ignorare: prima il voto nell’Est, poi quello nella capitale, con l’AfD pronta a misurare la propria forza e gli altri partiti costretti a capire quanto sia ancora efficace la strategia del cordone sanitario.

Il bivio della Sassonia-Anhalt

La Sassonia-Anhalt è un Land relativamente piccolo, con una popolazione paragonabile a quella dell’Abruzzo, ma oggi la sua dimensione politica appare inversamente proporzionale a quella geografica.

Da una parte c’è la possibilità di un successo storico dell’AfD, dall’altra la prospettiva di una coalizione destinata a essere difficile da costruire e ancora più difficile da gestire. In entrambi i casi, il messaggio delle urne sarà impossibile da confinare a Magdeburgo.

La regione dell’ex Germania Est è da tempo uno dei terreni più fertili per la destra radicale. Qui si intrecciano le fratture economiche e sociali lasciate dalla riunificazione, il malcontento verso i partiti tradizionali, il tema dell’immigrazione e una crescente distanza dalla politica di Berlino.

Per questo il voto di oggi potrebbe diventare un termometro dello stato di salute della Repubblica federale.

Se l’AfD sfonderà, la domanda non sarà più soltanto quanto sia forte la destra radicale in Germania. Sarà se e quando quella forza potrà finalmente trasformarsi in governo.

La risposta arriverà dalle urne di un Land periferico, povero e tra i più anziani del Paese. Ma il suo verdetto potrebbe essere ascoltato fino a Berlino.

La partita, in Sassonia-Anhalt, si gioca oggi. Le sue conseguenze potrebbero durare molto più a lungo.

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