24 Ottobre 2026, sabato
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È morto Fabio Mussi, una vita nella sinistra italiana

Aveva 78 anni. Dalla militanza nel Pci ai vertici delle istituzioni, fino alla scelta di non aderire al Pd: ex ministro dell’Università nel governo Prodi, fu tra i protagonisti della nascita di Sel e poi di Sinistra Italiana

È finita nella notte, all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, la lunga parabola politica di Fabio Mussi. Aveva 78 anni. Una vita attraversata dalla storia della sinistra italiana, dagli anni del Partito comunista alle trasformazioni che, nel giro di pochi decenni, avrebbero ridisegnato identità, partiti e alleanze. A dare la notizia della sua scomparsa è stata Alleanza Verdi e Sinistra, ricordando una figura che ha occupato per oltre mezzo secolo uno spazio importante nella politica progressista italiana.

Nato a Piombino, in provincia di Livorno, il 22 gennaio 1948, Mussi entrò giovanissimo nel Comitato centrale del Pci. Era una stagione nella quale la politica era ancora, per una generazione intera, militanza, formazione culturale e appartenenza. Con la fine del Pci seppe attraversare le successive metamorfosi della sinistra senza rinunciare al proprio profilo politico e culturale.

Parlamentare dal 1992 al 2008, prima nelle file del Pds e poi dei Ds, Mussi ricoprì incarichi di primo piano. Nel 1996 fu capogruppo dei deputati del Pds-Ulivo; nel 2001 divenne vicepresidente della Camera dei deputati. Una carriera parlamentare costruita in anni decisivi, segnati dalla ricerca di un nuovo equilibrio tra la tradizione della sinistra e la stagione del centrosinistra dell’Ulivo.

Al suo percorso istituzionale si affiancò quello giornalistico e culturale. Fu vicedirettore di Rinascita e successivamente condirettore de l’Unità, due testate profondamente legate alla storia politica e culturale della sinistra italiana. Un ruolo che contribuì a definire anche il suo profilo di dirigente attento al dibattito delle idee, oltre che alle dinamiche parlamentari.

La frattura più significativa arrivò con la nascita del Partito democratico. Mussi scelse di non aderire al Pd, prendendo una strada diversa da quella intrapresa da una parte consistente della tradizione postcomunista e riformista. Da quella scelta nacque una nuova fase del suo impegno politico: contribuì prima alla nascita di Sinistra Ecologia Libertà e, successivamente, di Sinistra Italiana, fino a diventare dirigente dell’area che oggi confluisce in Alleanza Verdi e Sinistra.

Nel governo guidato da Romano Prodi ricoprì l’incarico di ministro dell’Università e della ricerca, portando anche nell’esecutivo la sua esperienza maturata tra politica, istituzioni e cultura.

Con la sua scomparsa se ne va dunque un protagonista di una stagione politica lunga e complessa, capace di attraversare il passaggio dal Pci alla sinistra del nuovo millennio e di confrontarsi, spesso anche criticamente, con le trasformazioni del centrosinistra italiano.

«Nelle prossime ore saranno resi noti dalla famiglia i particolari per potergli dare un ultimo saluto», ha fatto sapere Avs nella nota con cui ha annunciato la morte.

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