23 Ottobre 2026, venerdì
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San Giovanni al Natisone, donna uccisa in casa: una coltellata alla gola. Fermato il compagno

Le urla provenienti dall’abitazione hanno messo in allarme i vicini, che hanno chiamato il 112. Quando i soccorritori sono arrivati, per la donna non c’era più nulla da fare. I carabinieri hanno fermato il compagno, ancora presente nell’appartamento. Indagini in corso sulla dinamica e sul movente.

Le urla, poi l’allarme e la corsa dei soccorsi. È cominciato così, nel pomeriggio di sabato 29 agosto, l’intervento che ha portato alla scoperta di una donna senza vita nella sua abitazione a San Giovanni al Natisone, in provincia di Udine. La vittima, secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, sarebbe stata colpita con un’arma da taglio durante una violenta lite con il compagno.

A dare l’allarme sono stati alcuni vicini, insospettiti e preoccupati dalle grida provenienti dall’appartamento. La telefonata al Nue 112 ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri e del personale sanitario.

La ferita alla gola e i soccorsi

Quando i soccorritori sono entrati nell’abitazione, hanno trovato la donna a terra, gravemente ferita alla gola. La lesione, descritta come una profonda ferita da taglio, non le ha lasciato scampo.

È stato fatto arrivare anche l’elisoccorso, ma ogni tentativo di intervento si è rivelato inutile. Il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

Nel frattempo, i carabinieri hanno messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi all’interno dell’abitazione. Gli accertamenti dovranno contribuire a ricostruire con precisione quanto accaduto, stabilendo la sequenza degli eventi e verificando anche la presenza e la provenienza dell’arma utilizzata.

Il compagno fermato dai carabinieri

Il compagno della vittima si trovava ancora nell’abitazione quando sono arrivati i militari dell’Arma ed è stato fermato. La sua posizione è ora al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di fare piena luce sull’accaduto.

La coppia, secondo le informazioni emerse finora, è di nazionalità cinese. L’uomo è titolare di un’attività di tappezzeria conosciuta in paese. In passato si sarebbe allontanato dall’Italia, facendo ritorno in Cina, per poi rientrare e stabilirsi nuovamente nell’abitazione di famiglia insieme alla compagna.

Un elemento che potrebbe assumere particolare rilievo nell’inchiesta riguarda alcuni precedenti episodi di violenza che, secondo quanto riferito da residenti della zona, sarebbero già stati segnalati all’interno del nucleo familiare. Saranno gli accertamenti degli investigatori a chiarire la natura e l’eventuale rilevanza di queste circostanze rispetto al delitto.

Lo sgomento del paese

La notizia ha scosso profondamente San Giovanni al Natisone, una comunità di circa seimila abitanti dove un episodio di tale gravità ha provocato incredulità e sgomento.

Il sindaco Carlo Pali ha parlato di una comunità «sbigottita e sorpresa» davanti a una tragedia difficile da comprendere. Il primo cittadino ha sottolineato anche quanto sia doloroso constatare che la violenza all’interno delle relazioni continui a rappresentare un’emergenza, nonostante le campagne di sensibilizzazione e l’attenzione crescente sul fenomeno.

«Non riesco mai a comprendere come si possa arrivare a tanto», ha commentato il sindaco, sottolineando come episodi simili possano irrompere anche in realtà considerate tranquille e lontane dalle grandi dimensioni urbane.

Ora saranno gli accertamenti dei carabinieri a ricomporre il quadro. La scena del delitto, le testimonianze dei vicini e gli eventuali elementi raccolti nell’abitazione saranno fondamentali per stabilire cosa sia accaduto nelle fasi che hanno preceduto la morte della donna e per chiarire le responsabilità.

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