È finita sotto la custodia dell’Immigration and Customs Enforcement la permanenza negli Stati Uniti di Milo Yiannopoulos, il controverso commentatore britannico noto per le sue posizioni provocatorie e per la sua vicinanza agli ambienti dell’estrema destra americana.
Yiannopoulos è stato arrestato all’aeroporto di New Orleans dagli agenti dell’Ice, l’agenzia federale incaricata dei controlli sull’immigrazione e delle espulsioni. Alla base del fermo ci sarebbe la sua mancata presentazione a un’udienza sull’immigrazione fissata nel mese di luglio.
Secondo il Dipartimento della Sicurezza interna degli Stati Uniti, l’assenza davanti al giudice ha avuto conseguenze immediate: nei confronti di Yiannopoulos è stato emesso un ordine definitivo di espulsione.
L’ingresso negli Stati Uniti e il soggiorno oltre i termini
La vicenda, secondo la ricostruzione fornita dal portavoce del Dhs, risale all’ingresso di Yiannopoulos negli Stati Uniti. Il commentatore britannico sarebbe entrato legalmente nel Paese il 14 maggio 2019, passando da New York.
Successivamente, però, avrebbe prolungato la propria permanenza oltre il periodo autorizzato. Una violazione che, nelle parole del portavoce del Dipartimento della Sicurezza interna, non sarebbe stata una semplice irregolarità amministrativa: Yiannopoulos avrebbe infatti «scelto di trattenersi oltre il periodo consentito, violando le leggi del nostro Paese».
La mancata comparizione all’udienza prevista per luglio avrebbe quindi aggravato la sua posizione sul piano migratorio, fino alla decisione del giudice di disporne l’espulsione.
Dalla provocazione politica al provvedimento di espulsione
Il nome di Yiannopoulos è da anni legato alle battaglie culturali più divisive della destra radicale anglosassone. Britannico, divenuto una figura di spicco negli ambienti conservatori statunitensi grazie a un linguaggio volutamente provocatorio e a una costante esposizione mediatica, nel corso degli anni ha costruito la propria notorietà anche attraverso polemiche e controversie.
Ora, però, a prevalere non sono le sue battaglie politiche o le sue provocazioni, ma la sua posizione sul piano dell’immigrazione.
Il Dipartimento della Sicurezza interna ha fatto sapere che Yiannopoulos rimarrà sotto custodia dell’Ice in attesa dell’espulsione. Il fermo segna così un passaggio decisivo in una vicenda che si trascina da anni e che, almeno per il momento, sembra destinata a concludersi fuori dagli Stati Uniti.
La sua detenzione a New Orleans riporta inoltre al centro dell’attenzione il rigore con cui le autorità americane stanno applicando le norme nei confronti di chi rimane nel Paese oltre i termini consentiti e non rispetta gli appuntamenti fissati nell’ambito delle procedure migratorie.
