Un incendio di proporzioni eccezionali ha colpito nella serata di mercoledì il quartiere Bovisa, a nord di Milano, distruggendo un deposito del corriere Brt in via Don Giovanni Minzoni e imponendo, nelle ore successive, una serie di misure urgenti a tutela della salute pubblica. Dopo oltre dodici ore di intervento, i vigili del fuoco sono riusciti a contenere il rogo quasi completamente: “il 95% delle fiamme è stato spento”, hanno fatto sapere le autorità.
L’allarme, scattato intorno alle 19.30, ha generato una densa e imponente colonna di fumo visibile a chilometri di distanza, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell’aria. A seguito delle prime rilevazioni, l’Arpa Lombardia ha escluso, al momento, il superamento di valori critici per gli inquinanti monitorati sul posto. Tuttavia, in via precauzionale, il Comune di Milano ha diffuso nelle prime ore di giovedì 9 luglio un pacchetto di raccomandazioni rivolte ai residenti nel raggio di due chilometri dall’area interessata.
Tra le indicazioni principali: evitare di sostare all’aperto, mantenere chiuse le finestre, non consumare frutta e verdura coltivate in orti o balconi locali e limitare l’uso degli spazi verdi, soprattutto per i più piccoli. In particolare, è stato disposto il divieto per i bambini di nidi e scuole dell’infanzia di accedere alle aree all’aperto, pubbliche o private, fino a nuove comunicazioni da parte delle autorità sanitarie.
Il rogo si è sviluppato all’interno di un capannone dell’area operativa dell’azienda di spedizioni, a pochi passi da uno studentato e a breve distanza da uno dei campus del Politecnico di Milano, in una zona densamente frequentata anche da studenti. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite da un container parcheggiato all’interno della struttura, propagandosi rapidamente e distruggendo l’intero deposito.
Resta alta l’attenzione per la presenza di almeno due container che potrebbero ancora rappresentare un potenziale rischio di esplosione. Nel frattempo, la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause dell’incendio e accertare eventuali responsabilità.
Non si registrano, fortunatamente, feriti né casi di intossicazione. Ma l’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza dei poli logistici urbani e sulla gestione dei rischi ambientali in contesti ad alta densità abitativa.
