24 Ottobre 2026, sabato
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Diplomatici nel mirino, l’Onu alza la voce: “Inaccettabili le minacce russe a Kiev”

Quasi cinquanta Stati membri, con l’Italia, denunciano l’escalation verbale di Mosca contro le sedi diplomatiche nella capitale ucraina. L’appello: “La sicurezza del personale internazionale non può essere messa in discussione”

Un fronte ampio e trasversale si compatta alle Nazioni Unite contro quella che viene percepita come una pericolosa escalation russa: circa cinquanta Stati membri, tra cui l’Italia, hanno denunciato pubblicamente le minacce rivolte da Mosca alle rappresentanze diplomatiche presenti a Kiev. Una presa di posizione netta, formalizzata in una dichiarazione letta dall’ambasciatore ucraino all’Onu, Andrii Melnyk, che segna un ulteriore irrigidimento del clima internazionale attorno al conflitto.

Il documento, sottoscritto congiuntamente anche dall’Unione Europea, non lascia spazio a interpretazioni: “Condanniamo le recenti minacce della Russia contro le istituzioni diplomatiche e le ambasciate a Kiev. È qualcosa che non possiamo tollerare”. Parole che riflettono una crescente inquietudine tra i Paesi membri, sempre più preoccupati per la sicurezza del personale internazionale operante nella capitale ucraina.

A innescare la reazione diplomatica è stato l’avvertimento lanciato nelle ore precedenti dalle autorità russe, che hanno invitato i cittadini stranieri residenti a Kiev — inclusi i funzionari diplomatici — a lasciare la città in vista di possibili nuovi bombardamenti. Un messaggio interpretato non come una misura precauzionale, ma come una pressione diretta sulle missioni straniere, in un contesto già fortemente instabile.

La dichiarazione dell’Onu si inserisce in un quadro di tensione crescente, dove il linguaggio diplomatico si fa sempre più duro e le linee di demarcazione tra deterrenza e minaccia diventano sottili. Al centro resta la questione della tutela delle sedi diplomatiche, principio cardine del diritto internazionale, che gli Stati firmatari ribadiscono come non negoziabile.

Nel pieno di un conflitto che continua a produrre conseguenze globali, la sicurezza dei diplomatici diventa così un nuovo terreno di scontro politico e simbolico. E il messaggio lanciato da New York appare chiaro: qualsiasi tentativo di intimidazione verso la comunità internazionale non sarà ignorato.

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