Una nuova, pesante offensiva dello Stato contro la criminalità organizzata barese segna un punto di svolta nelle indagini su due omicidi che, a distanza di due anni, hanno scandito la recrudescenza della violenza tra i clan cittadini. All’alba, un’imponente operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari ha portato all’arresto di 11 esponenti di vertice dei gruppi Capriati e Strisciuglio, mentre altre tre persone sono state sottoposte a fermo.
Il blitz, eseguito congiuntamente dalla Questura di Bari e dai Carabinieri del Comando provinciale Bat, ha visto il dispiegamento su larga scala anche di unità della Guardia di Finanza. Contestualmente agli arresti, sono in corso numerose perquisizioni e controlli su tutto il territorio, a conferma della portata strategica dell’operazione.
Al centro dell’inchiesta, due delitti emblematici della recente stagione criminale barese. Il primo è l’omicidio di Lello Capriati, avvenuto la sera del 1° aprile 2024 a Torre a Mare. Il giovane, nipote dello storico boss Tonino Capriati, fu freddato a colpi di pistola in un agguato che gli investigatori hanno da subito ritenuto maturato in un contesto di tensioni interne e rivalità tra gruppi.
Il secondo episodio è molto più recente e altrettanto eclatante: l’uccisione di Filippo Scavo, 43 anni, assassinato nella notte tra il 18 e il 19 aprile 2026 durante una sparatoria all’interno di una discoteca di Bisceglie. Scavo era considerato vicino al clan Strisciuglio, una delle organizzazioni più radicate e attive nell’area metropolitana barese.
Le indagini, sviluppate attraverso intercettazioni, riscontri sul territorio e analisi incrociate, avrebbero consentito agli inquirenti di ricostruire non solo le responsabilità dirette nei due omicidi, ma anche il contesto più ampio di alleanze, vendette e riequilibri criminali tra i clan.
Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche Dylan Capriati, 22 anni, nipote di Lello Capriati. Il giovane è stato raggiunto da un provvedimento di fermo con l’accusa di essere coinvolto nell’omicidio di Scavo. Insieme a lui, altri due uomini sono stati fermati per lo stesso delitto.
L’operazione rappresenta un passaggio cruciale nella risposta dello Stato alla nuova fase di instabilità criminale che attraversa Bari e la sua provincia. Un segnale chiaro, secondo gli investigatori, della volontà di interrompere la spirale di violenza che negli ultimi anni ha visto contrapporsi, con crescente ferocia, i principali gruppi mafiosi locali.
Mentre proseguono gli accertamenti e si attendono gli sviluppi giudiziari, resta alta l’attenzione degli inquirenti su possibili ulteriori ramificazioni dell’organizzazione e su eventuali reazioni da parte degli ambienti criminali colpiti dal blitz.
