Urne aperte in tutta Italia per uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni sul fronte della giustizia. Dalle 7 di oggi, domenica 22 marzo, i cittadini sono chiamati a pronunciarsi con un referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giurisdizionale. Un voto che interviene su nodi strutturali del sistema, dalla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici all’istituzione di un’Alta corte disciplinare.
Si tratta di una consultazione priva di quorum: l’esito sarà valido indipendentemente dall’affluenza. Saranno dunque i voti effettivamente espressi a determinare il destino della riforma.
Il quesito: cosa si decide
La scheda sottoposta agli elettori contiene un articolato quesito che riguarda la revisione di sette articoli della Costituzione. In sostanza, si chiede se approvare o respingere la legge costituzionale già votata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025.
Il cuore della riforma è duplice:
- Separazione delle carriere tra magistratura requirente (pubblici ministeri) e giudicante (giudici), oggi appartenenti allo stesso ordine;
- Istituzione di un’Alta corte disciplinare, con funzioni specifiche in materia di responsabilità dei magistrati.
Se prevarranno i Sì, la riforma entrerà in vigore modificando in modo significativo l’assetto costituzionale della giustizia. In caso di vittoria dei No, tutto resterà invariato.
Quando si vota
Le operazioni di voto si svolgono su due giorni:
- Domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23
- Lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15
Una finestra ampia pensata per favorire la partecipazione, anche in assenza di soglia minima.
Come votare
Per accedere al seggio è necessario presentarsi con:
- tessera elettorale
- documento di identità valido
Chi avesse smarrito la tessera o esaurito gli spazi disponibili per il timbro può rivolgersi agli uffici elettorali comunali, che restano aperti con orari straordinari per tutta la durata delle votazioni.
Un passaggio decisivo
Il referendum rappresenta un banco di prova non solo per la riforma in sé, ma anche per il rapporto tra cittadini e istituzioni su un tema spesso al centro del dibattito pubblico. La scelta che uscirà dalle urne inciderà direttamente sull’equilibrio dei poteri e sull’organizzazione della magistratura, toccando principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale.
Il verdetto è affidato agli elettori: senza quorum, ogni voto pesa.
