6 Ottobre 2026, martedì
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Trump incalza le navi nello Stretto di Hormuz: “Attraversino e tirino fuori gli attributi”

Il presidente americano difende la linea dura nella crisi con l’Iran: polemiche per le parole sulle imbarcazioni commerciali e per il tono sprezzante sul Nobel per la Pace. I democratici lo accusano di minimizzare i rischi di escalation nel Golfo Persico.

Nel pieno della crescente tensione tra Washington e Teheran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a parlare con toni che alimentano il dibattito politico interno e internazionale.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore da un’intervista concessa a Fox News e registrata domenica, il capo della Casa Bianca ha invitato le navi mercantili ferme nei pressi dello Stretto di Hormuz a non lasciarsi intimidire dalle minacce iraniane. “Dovrebbero tirare fuori gli attributi e attraversarlo”, avrebbe dichiarato Trump, riferendosi alla via marittima strategica del Golfo Persico, attraversata quotidianamente da una quota significativa del traffico energetico mondiale.

Le parole sono emerse pubblicamente soltanto oggi, in un momento particolarmente delicato: nelle ultime ore diverse imbarcazioni commerciali sono state infatti oggetto di attacchi attribuiti a forze legate a Iran, episodio che ha riacceso i timori per la sicurezza della navigazione nella regione.

Il passaggio nello Stretto di Hormuz, corridoio marittimo che collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano, rappresenta uno snodo cruciale per il commercio globale di petrolio e gas. Ogni escalation militare o minaccia alla navigazione in quell’area ha immediate ripercussioni sui mercati energetici e sugli equilibri geopolitici.

Le critiche dell’opposizione

Le dichiarazioni del presidente hanno immediatamente sollevato un’ondata di critiche tra i democratici e tra numerosi analisti di politica estera.

Secondo gli esponenti dell’opposizione, il tono utilizzato da Trump rischia di sottovalutare la gravità della situazione e di incoraggiare comportamenti potenzialmente pericolosi per gli equipaggi civili. Alcuni parlamentari democratici hanno accusato la Casa Bianca di adottare una retorica da confronto militare proprio mentre la tensione con Teheran resta altissima.

“Il Nobel? Non mi interessa”

Parallelamente, Trump ha voluto ridimensionare un tema che lui stesso aveva evocato più volte negli ultimi anni: la possibilità di ottenere il Premio Nobel per la Pace.

In una conversazione con il Washington Examiner, il presidente ha dichiarato di non sapere se la campagna militare contro l’Iran – battezzata Operazione Epic Fury – possa in qualche modo avvicinarlo al riconoscimento assegnato dal Comitato di Oslo.

“Non ne ho idea, e sinceramente non mi interessa”, ha tagliato corto il leader americano. Una presa di distanza netta rispetto a dichiarazioni passate, quando Trump aveva più volte sostenuto di meritare il premio per il suo ruolo nelle trattative internazionali.

Interrogato sul tema, il presidente ha anche precisato che il Nobel non è stato oggetto di discussione durante le recenti conversazioni con leader stranieri. “No, non ne parlo”, ha aggiunto.

Una crisi che resta aperta

Le parole del presidente arrivano mentre la strategia americana verso l’Iran entra nella sua seconda settimana di operazioni militari e diplomatiche.

Il conflitto a bassa intensità nel Golfo Persico continua a essere osservato con estrema attenzione dalle cancellerie occidentali e dai mercati internazionali. E se da Washington arrivano segnali di fermezza, il dibattito politico interno negli Stati Uniti resta acceso: tra chi sostiene la necessità di una linea dura contro Teheran e chi teme che la retorica presidenziale possa trasformare una crisi regionale in uno scontro ancora più ampio.

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