6 Ottobre 2026, martedì
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Reza Pahlavi si candida alla guida del dopo-ayatollah: “Tornerò in Iran, posso garantire la transizione”

L’erede dell’ultimo scià parla da Washington e rilancia il suo ruolo nel futuro del Paese

Reza Pahlavi rompe gli indugi e si propone apertamente come protagonista della futura fase politica iraniana. In una conferenza stampa a Washington, il figlio dell’ultimo scià ha dichiarato di essere pronto a rientrare in Iran, sostenendo di rappresentare l’unica figura in grado di assicurare una transizione ordinata dopo la fine dell’attuale regime.

“Tornerò in Iran, sono l’unico che può garantire la transizione”, ha affermato con decisione, spiegando che il suo nome viene sempre più spesso invocato dai manifestanti che, negli ultimi mesi, hanno animato le proteste contro la Repubblica islamica. Secondo Pahlavi, questo consenso nascente sarebbe il segnale di una crescente richiesta di cambiamento da parte della società iraniana.

L’erede della dinastia Pahlavi si è detto inoltre convinto che il sistema di potere guidato dagli ayatollah sia ormai destinato a crollare. “Il loro potere cadrà”, ha assicurato, delineando uno scenario in cui l’Iran potrebbe imboccare una nuova fase politica dopo decenni di governo teocratico.

Le parole pronunciate nella capitale statunitense segnano un nuovo passo nella strategia di Pahlavi, che da tempo si propone come punto di riferimento per l’opposizione iraniana in esilio. Le sue dichiarazioni rilanciano il dibattito sul futuro assetto del Paese e sul ruolo che l’erede dell’ultimo scià potrebbe giocare in un’eventuale fase di transizione, in un contesto regionale e internazionale sempre più attento all’evoluzione della crisi iraniana.

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