6 Ottobre 2026, martedì
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È morto Tony Dallara, il re degli “urlatori” che fece esplodere la canzone italiana

Addio a una voce che ha cambiato il modo di cantare in Italia

Si è spento all’età di 89 anni Tony Dallara, protagonista assoluto di una stagione irripetibile della musica leggera italiana. A darne notizia è stato il Nuovo Imaie con un messaggio di cordoglio pubblicato su X: “Caro Tony, eri uno dei cosiddetti urlatori e hai segnato la storia della musica italiana. Non ti dimenticheremo”. Un saluto che riassume il peso e l’eredità di un artista capace di rompere schemi e consuetudini, aprendo la strada a un nuovo modo di interpretare la canzone.

Nato a Campobasso nel 1936, Dallara è stato uno dei volti simbolo della fine degli anni Cinquanta, quando la musica italiana cominciò a scrollarsi di dosso la compostezza del melodramma per abbracciare energia, intensità emotiva e una vocalità più istintiva. Fu lui, più di molti altri, a incarnare la figura dell’“urlatore”: non un semplice eccesso di volume, ma una scelta espressiva che portava in primo piano passione e slancio, parlando direttamente alle nuove generazioni.

Il grande successo arrivò con Come prima, brano che segnò una svolta e lo consacrò al grande pubblico. Da lì in avanti, la sua carriera fu costellata di traguardi prestigiosi: nel 1960 vinse il Festival di Sanremo con Romantica, confermando la sua popolarità e dimostrando che anche una voce potente poteva convivere con la tradizione melodica italiana. L’anno successivo trionfò a Canzonissima, rafforzando il legame con il pubblico televisivo e diventando uno dei volti più riconoscibili dello spettacolo nazionale.

Accanto alla musica, Tony Dallara coltivò altre passioni, come la pittura, e seppe costruirsi un’immagine di artista completo, capace di muoversi con naturalezza tra palcoscenico, studio di registrazione e piccolo schermo. La sua figura resta legata a un’epoca di grandi trasformazioni culturali, quando la canzone italiana iniziò a parlare un linguaggio nuovo, più diretto e vibrante.

Con la sua scomparsa se ne va non solo un interprete di successo, ma un tassello fondamentale della storia musicale del Paese. Una voce che ha osato alzarsi sopra il coro, lasciando un segno destinato a durare.

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