È atterrato poco prima delle 13, alle 12.50, all’aeroporto di Linate il C‑130 dell’Aeronautica militare che ha riportato in Italia le salme di cinque dei sei giovani italiani morti nella strage di Capodanno a Crans‑Montana. Un rientro carico di silenzio e commozione, che segna il momento più doloroso di una vicenda destinata a lasciare un segno profondo nel Paese.
Nel capoluogo lombardo resteranno due delle vittime. Altre due proseguiranno il viaggio via terra, dirette rispettivamente a Genova e Bologna, mentre l’ultima salma sarà accompagnata a Roma dallo stesso velivolo militare, a testimonianza di un impegno istituzionale che ha voluto garantire un ritorno dignitoso ai ragazzi scomparsi.
Lo Stato si farà carico delle spese per i funerali. Un gesto concreto, ma anche simbolico, con cui le istituzioni intendono farsi carico del dolore delle famiglie colpite da una tragedia che ha sconvolto l’opinione pubblica. In segno di lutto, mercoledì 7 gennaio in tutte le scuole italiane sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle giovani vittime.
«Una tragedia evitabile». È il commento amaro dell’ambasciatore Cornado, che riassume il sentimento diffuso di sgomento e rabbia di fronte a una morte che, secondo molti, non sarebbe dovuta accadere. Sul piano giudiziario, intanto, la vicenda entra nel vivo: i due proprietari del locale di Crans‑Montana sono indagati con l’accusa di omicidio colposo.
A rafforzare i dubbi sulla gestione della struttura, un’inchiesta dei media svizzeri ha rivelato che i titolari avrebbero presentato una richiesta di ampliamento del locale nel mese di dicembre, poche settimane prima della tragedia. Un dettaglio che apre nuovi interrogativi sulle condizioni di sicurezza e sulle autorizzazioni, e che potrebbe pesare sull’accertamento delle responsabilità.
Mentre le indagini proseguono, l’Italia si ferma a ricordare sei giovani vite spezzate nella notte che avrebbe dovuto celebrare l’inizio di un nuovo anno. Il rientro delle salme segna la fine del viaggio, ma non chiude una ferita che chiede verità e giustizia.
