Una tragica esplosione ha sconvolto Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio ha devastato un locale, lasciando dietro di sé un bilancio pesantissimo di vittime, tra cui molti giovani italiani. Sei connazionali sono ancora feriti gravemente e non sono trasportabili, mentre altre 13 persone sono ricoverate in ospedale. Una ragazza di 16 anni è in coma all’ospedale di Zurigo, e tra le vittime ci sono anche due adolescenti di 16 anni e una donna di 30 anni, arrivate in condizioni critiche al Niguarda di Milano.
Le immagini che giungono dalla zona dell’incidente sono scioccanti: numerosi feriti sono irrimediabilmente sfigurati dalle ustioni, rendendo quasi impossibile riconoscerli. La deflagrazione, che ha innescato il terribile rogo, sembra essere stata causata da un petardo che ha preso fuoco, probabilmente in combinazione con delle candele. Il locale, un bar interrato, è stato completamente distrutto dall’incendio, alimentato da un fenomeno devastante chiamato flashover. Questo fenomeno, che avviene quando le fiamme si diffondono in modo rapido e violento in ambienti chiusi, ha accelerato la tragedia, intrappolando molte delle persone all’interno.
I testimoni raccontano di scene drammatiche, in cui molti ragazzi sarebbero rimasti bloccati all’interno del bar, incapaci di fuggire: “L’unica via di fuga era una scala, la porta per uscire era stretta”, hanno raccontato alcune persone che sono riuscite a salvarsi. La scena di panico è stata aggravata dalla difficoltà di accesso e dalla rapidità con cui il fuoco ha consumato l’edificio.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che oggi si recherà a Crans-Montana, ha espresso il dolore del governo italiano e sottolineato le difficoltà nell’identificare le vittime, avvertendo che il processo potrebbe richiedere settimane. “È difficilissimo identificare le vittime”, ha dichiarato, confermando la gravità di una situazione che rimarrà impressa a lungo nella memoria collettiva.
Oltre alla tragedia immediata, il paese intero si trova di fronte a una riflessione difficile e dolorosa. La causa dell’incendio, che poteva senza dubbio essere evitata, ci impone una riflessione profonda su come simili eventi possano essere prevenuti in futuro. “È tardi”, scrivono le cronache, “è ora di fare silenzio, lasciare spazio alla ricerca della verità e rispettare il lutto delle famiglie”. Ma, tra qualche mese, speriamo che questa tragedia ci abbia insegnato qualcosa, affinché non accada mai più.
