«È un orrore che lascia senza parole». Sandro Ruotolo, responsabile Memoria nella segreteria nazionale del Partito democratico ed europarlamentare, esprime cordoglio e vicinanza alle vittime dell’attentato di Sydney, stringendosi ai familiari, ai feriti e a un’intera comunità profondamente scossa da una violenza insensata. Tra le persone uccise c’è anche un bambino, «una ferita che colpisce tutti», sottolinea Ruotolo, richiamando il peso umano e simbolico di una tragedia che va oltre i confini dell’Australia.
Nel suo intervento, l’esponente dem ribadisce con forza la necessità di proteggere la comunità ebraica australiana, bersaglio di un odio che non può trovare alcuna giustificazione. «L’antisemitismo va sempre condannato, senza ambiguità, e combattuto in ogni sua forma», afferma, chiedendo una risposta ferma e condivisa contro ogni deriva violenta.
Allo stesso tempo, Ruotolo prende le distanze dalle parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha accusato il governo di Canberra di “aver gettato benzina sul fuoco” con il riconoscimento dello Stato di Palestina. Un’accusa giudicata «fuori luogo» dall’europarlamentare, che invita a non sovrapporre piani diversi. «Il riconoscimento della Palestina non ha nulla a che vedere con l’antisemitismo», chiarisce, mettendo in guardia dal rischio di una pericolosa confusione.
Secondo Ruotolo, equiparare la legittima aspirazione di un popolo ad avere un proprio Stato con l’odio antiebraico non solo è sbagliato, ma finisce per indebolire la stessa battaglia contro l’antisemitismo. «La violenza va fermata, l’odio va isolato», conclude, indicando una strada politica precisa: «La pace si costruisce subito, riconoscendo lo Stato della Palestina». Una posizione che, nel dramma di Sydney, richiama alla responsabilità della comunità internazionale e alla necessità di distinguere con chiarezza tra condanna dell’odio e ricerca di una soluzione giusta e duratura al conflitto.
