6 Ottobre 2026, martedì
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Ad Atreju scintille tra il ministro Bernini e gli studenti di Medicina: contestazione sul semestre filtro e replica durissima

Tensione durante l’intervento della ministra dell’Università. Gli studenti dell’Udu protestano contro la riforma di Medicina e gli errori nei test. Bernini risponde: graduatoria pronta a febbraio e punto riconosciuto per la prova di Fisica

La scena si consuma in pochi minuti, all’inizio dell’intervento della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, sul palco di Atreju, la kermesse della destra giovanile. In platea un gruppo di studenti dell’Unione degli universitari – molti dei quali iscritti a Medicina e coinvolti nella fase sperimentale del semestre filtro – interrompe la ministra con striscioni e slogan. La protesta è diretta: secondo la delegazione, la riforma sta producendo disagi generalizzati e il rischio concreto, sostengono, è quello di perdere un anno accademico.

Bernini tenta di proseguire, ma la contestazione diventa più insistente. A quel punto il ministro risponde con un tono che accende ulteriormente gli animi. Riprende una frase attribuita a Silvio Berlusconi e si rivolge ai ragazzi definendoli poveri comunisti, invitandoli a lasciarla parlare e accusandoli di inutilità politica. L’atmosfera si scalda, e il ministro scende dal palco nel tentativo di interloquire direttamente con i manifestanti. Il tentativo dura pochi istanti: le voci si sovrappongono, la platea si spacca e gli organizzatori invitano gli studenti a uscire.

Secondo la ricostruzione dei partecipanti, la contestazione nasce dal malcontento legato al semestre di filtro per Medicina, la nuova modalità d’accesso introdotta dal ministero e già in vigore in molte università italiane. In particolare, a preoccupare gli studenti è la gestione delle prove in corso, fra cui quella di Fisica, segnata da errori riconosciuti dallo stesso ministero. Una delle studentesse, avvicinatasi al palco, ha denunciato il rischio di un anno perso e le difficoltà che il nuovo sistema sta generando negli atenei.

Ripresa la parola dopo l’allontanamento dei contestatori, Bernini ribadisce le accuse rivolte alla delegazione parlando di una strategia del caos: studenti che parlano senza ascoltare, dichiara, sostenendo che parte delle critiche sarebbe amplificata artificialmente da alcuni partiti politici. Sottolinea i numeri degli investimenti effettuati dal suo dicastero, dai miliardi destinati al sistema universitario agli 800 milioni per le borse di studio, e domanda retoricamente se gli studenti stessero meglio quando, secondo la ministra, accedere a Medicina significava pagare cifre esorbitanti in percorsi paralleli e poco trasparenti.

Il pubblico di Atreju, in larga parte schierato con la ministra, si alza in più riprese per applaudirla, rafforzando l’immagine di un confronto politico scivolato rapidamente sul terreno dello scontro.

Entrando nel merito della riforma, Bernini rivendica la scelta del semestre filtro e rassicura sulla tempistica. A febbraio, afferma, la graduatoria nazionale sarà completa: 24 mila studenti saranno ammessi a Medicina, mentre gli altri potranno confluire in corsi affini per poi eventualmente rientrare nel percorso medico. Le parole sono scandite con enfasi: quando si fa il ministro si è responsabili delle proprie decisioni, dichiara, assicurando che il nuovo modello serve a superare un sistema precedente che, a suo giudizio, penalizzava migliaia di ragazzi vittime delle lobby e degli speculatori.

Sul nodo più tecnico, quello della prova di Fisica del secondo appello, Bernini conferma apertamente gli errori riscontrati nei quesiti. Riconosce due imprecisioni nel test e annuncia che, proprio per garantire equità, un punto verrà attribuito a tutti gli studenti coinvolti. Una misura che, nelle intenzioni del ministero, dovrebbe ristabilire la parità di condizioni fra i candidati.

La giornata si chiude così, con un botta e risposta che sintetizza la frattura ormai evidente fra il dicastero dell’Università e una parte consistente del mondo studentesco. Il confronto diretto non è riuscito e le distanze restano ampie. Ma il caso del semestre filtro, nato per riformare l’accesso a Medicina e ridurre disuguaglianze e storture, continua a generare tensioni e a imporre al ministero la necessità di interventi tempestivi e chiarificatori. In attesa che febbraio, e con esso la graduatoria promessa, contribuiscano a definire l’effettiva portata della riforma.

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