6 Ottobre 2026, martedì
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Il M5S Piemonte si schiera con “La Stampa” e “La Repubblica”: nessuna garanzia sul futuro, cresce la mobilitazione

Preoccupazione per la vendita delle attività editoriali del gruppo Gedi: i consiglieri regionali grillini chiedono l’intervento della Regione e un fronte politico unitario a difesa dell’informazione

Il Movimento 5 Stelle del Piemonte rompe gli indugi e si posiziona con decisione accanto alle redazioni de La Stampa, de La Repubblica e della Sentinella del Canavese, nel momento più delicato della storia recente del gruppo Gedi. Il futuro delle testate, spiegano i consiglieri regionali Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio, resta avvolto nell’incertezza dopo l’annuncio della proprietà di voler mettere in vendita tutte le attività editoriali del gruppo e l’avvio di una trattativa con il gruppo greco Antenna. Una trattativa in corso, ma che non comprende La Stampa, lasciata – denunciano gli esponenti pentastellati – senza alcuna rassicurazione sulla continuità, sui livelli occupazionali e sulla solidità di eventuali acquirenti.

Il quadro che emerge dall’assemblea dei lavoratori del quotidiano torinese è quello di un limbo carico di apprensione. L’assenza di informazioni puntuali sul destino della testata, fondata nel 1867 e parte integrante della storia culturale di Torino e del Piemonte, pesa tanto quanto la totale mancanza di garanzie per chi vi lavora. Per Disabato, Unia e Coluccio si tratta di una situazione inaccettabile, non solo perché mette a rischio un patrimonio giornalistico nazionale, ma perché colpisce decine di professionisti il cui lavoro rappresenta un presidio democratico essenziale.

I tre consiglieri annunciano che monitoreranno passo dopo passo l’evolversi della vicenda e chiederanno alla giunta regionale di intervenire con tutti gli strumenti a disposizione per difendere il quotidiano e chi ci lavora. La Stampa, sostengono, non è semplicemente un’impresa editoriale, ma un pezzo della memoria e dell’identità del territorio, un attore imprescindibile per la qualità del dibattito pubblico.

L’allarme riguarda anche La Repubblica. La redazione del quotidiano ha proclamato lo stato di agitazione permanente all’indomani dell’annuncio delle cessioni. Anche in questo caso, riferisce il M5S Piemonte, l’editore ha confermato l’esistenza di una trattativa con il gruppo Antenna, senza però fornire dettagli o tutele sui livelli occupazionali e sulla salvaguardia della linea editoriale. Una mancanza di trasparenza che i consiglieri definiscono una svendita al buio, imputata direttamente alla famiglia Agnelli-Elkann, proprietaria della holding che controlla Gedi.

La preoccupazione è duplice: da un lato, la fragilità economica e giuridica dell’operazione paventata; dall’altro, il rischio di compromettere l’autonomia e il valore simbolico di testate che hanno contribuito a definire il giornalismo italiano. Per il M5S si tratta di una questione che va oltre i destini societari e tocca un nervo fondamentale della democrazia: la tutela dell’informazione libera, credibile e radicata nei territori.

Il movimento chiede dunque uno sforzo collettivo, invitando tutte le forze politiche, locali e nazionali, a collaborare per costruire un fronte comune che difenda le tre testate coinvolte. In un momento in cui l’intero settore dell’editoria vive una fase di trasformazione profonda, la tenuta del pluralismo e la difesa del lavoro giornalistico diventano, sostengono gli esponenti pentastellati, un imperativo che richiede responsabilità e una visione condivisa. In gioco non c’è soltanto il destino di tre redazioni, ma la qualità stessa del sistema informativo italiano.

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