6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaPoliticaAppendino contro il governo: ironia sui diritti e attacco frontale sul caso...

Appendino contro il governo: ironia sui diritti e attacco frontale sul caso Freudenberg

Alla Camera la deputata M5S usa il sarcasmo per contestare la linea della maggioranza sui matrimoni egualitari. Poi, a Rho, guida la protesta dei lavoratori Freudenberg dopo l’annuncio di 42 licenziamenti: accuse a Meloni e Salvini su dazi, imprese e promesse disattese.

In Aula, il bersaglio politico è la visione della destra sui diritti civili. Tra i lavoratori in assemblea, lo scontro si sposta sulla crisi industriale e sulle ricadute dei dazi internazionali. In una sola giornata Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle, ha attraversato i due fronti più caldi del dibattito pubblico, usando registri diversi ma una stessa cifra: la denuncia tagliente.

L’attacco in Aula: l’ironia contro la maggioranza sui diritti Lgbt+

Nel suo intervento a Montecitorio, Appendino ha scelto la via del sarcasmo per contestare la posizione della maggioranza sul mancato riconoscimento in Italia dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati negli altri Paesi europei.

Parlando tra i banchi dell’opposizione, la deputata ha detto:

«In Aula sono stata costretta ad ammettere la verità: la destra ci sta salvando dall’apocalisse. Perché, si sa, se l’Italia riconoscesse i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati negli altri Paesi europei… sarebbe l’immediata fine del mondo. Gli alieni arcobaleno ci invaderebbero all’istante!»

Un’ironia che ha attraversato l’emiciclo con l’obiettivo di smascherare, nelle sue intenzioni, la retorica allarmista della maggioranza.

Appendino ha proseguito, citando direttamente la presidente del Consiglio:

«Grazie davvero, Giorgia Meloni, per questa instancabile opera di difesa dall’inevitabile collasso dell’umanità. Meno male che ci siete voi a proteggerci dai veri pericoli… come due adulti che si amano.»

Con questo intervento, la deputata ha accusato il governo di concentrarsi su battaglie ideologiche mentre il Paese affronta problemi concreti sul fronte del lavoro e dell’economia.

Il caso Freudenberg: 42 licenziamenti e l’attacco ai dazi

Il passaggio dall’Aula al territorio è avvenuto poche ore dopo. A Rho, davanti ai lavoratori della Freudenberg, Appendino ha cambiato tono ma non bersaglio. La deputata è intervenuta dopo l’annuncio della decisione dell’azienda – in attivo secondo il M5S – di licenziare 42 dipendenti, attribuendo la scelta all’impatto dei dazi americani introdotti sotto la presidenza Trump e alle mancate misure del governo italiano.

«Non è accettabile che un’azienda in salute, con bilanci positivi, dall’oggi al domani mandi a casa 42 persone per le politiche commerciali di Trump e per l’incapacità del governo Meloni di difendere le nostre imprese», ha dichiarato.

Appendino ha riservato un passaggio specifico a Matteo Salvini, che in passato aveva definito i dazi un’opportunità:

«Salvini li chiamava un’opportunità: venga qui, tra questi lavoratori, a ripetere quelle parole. Le dica lui alle famiglie che hanno appena ricevuto una lettera di licenziamento.»

Il tema delle promesse mancate e il pressing del M5S

Durante l’assemblea, Appendino ha ricordato gli impegni presi dall’esecutivo:

«Il governo aveva promesso 25 miliardi per proteggere chi produce e chi lavora. Ma nonostante l’urgenza e le nostre sollecitazioni, anche tramite interrogazioni parlamentari, non hanno stanziato un solo euro. Zero.»

Per la deputata, il contrasto tra la narrazione ottimistica dell’esecutivo e le difficoltà sul territorio è evidente:

«Mentre loro celebrano successi immaginari, qui ci sono persone senza tutele, senza risposte e senza un ministro che si degni di presentarsi.»

Appendino ha assicurato che il Movimento 5 Stelle porterà il caso su tutti i tavoli istituzionali: in Regione con i consiglieri Nicola Di Marco e Paola Pizzighini, in Europa con il deputato Gaetano Pedullà e in Parlamento con atti, interrogazioni e mozioni per evitare che il caso diventi l’ennesima delocalizzazione che impoverisce il tessuto industriale lombardo.

Un doppio fronte che diventa un’unica accusa politica

Nelle parole della deputata si delinea una critica complessiva all’azione del governo Meloni: una maggioranza impegnata – a suo avviso – in battaglie identitarie sui diritti, mentre mancherebbe un’azione efficace per salvaguardare imprese e lavoratori.

Dal sarcasmo sui diritti civili alla denuncia severa sui licenziamenti, Appendino ha unito i due piani in un unico messaggio politico: il Paese reale, quello che vive crisi industriali e incertezze economiche, non può essere lasciato indietro mentre l’esecutivo, secondo la sua lettura, concentra l’attenzione su temi che dividono anziché proteggere.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti