12 Ottobre 2026, lunedì
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Gaza, il presidente Trump pronto a varare la seconda fase del piano di pace: nuova governance entro Natale

Secondo Axios, la Casa Bianca presenterà nelle prossime settimane la struttura internazionale che dovrà amministrare la Striscia: un Board of Peace e un governo tecnico palestinese. Sul terreno proseguono i raid israeliani in Libano e le operazioni a Gaza City.

Il processo di pace per Gaza, nelle intenzioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si appresta a compiere un nuovo passo formale. A riferirlo è Axios, secondo cui la Casa Bianca sta preparando un annuncio atteso prima di Natale: la seconda fase del piano di stabilizzazione e la presentazione della futura governance della Striscia.

Fonti citate dal sito statunitense parlano di un cronoprogramma serrato. Nel giro di due o tre settimane l’amministrazione Trump dovrebbe rivelare i dettagli della forza internazionale incaricata di garantire la sicurezza dell’area e della struttura civile destinata ad amministrarla. Il progetto prevede la creazione di un Board of Peace, organo di supervisione multilaterale, affiancato da un governo tecnico palestinese che dovrebbe occuparsi della gestione quotidiana.

L’iniziativa arriva in un contesto estremamente delicato, segnato da un conflitto ancora vivo e da tensioni crescenti su più fronti. Nel sud del Libano l’aviazione israeliana ha condotto nuovi raid dopo un avviso di evacuazione emesso dall’esercito, che ha annunciato di voler colpire quelle che considera infrastrutture militari di Hezbollah. Un’ulteriore escalation in un’area già sottoposta a scambi di fuoco quasi quotidiani.

Anche a Gaza City la situazione resta critica. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, una donna è stata uccisa e altre persone sono rimaste ferite nel quartiere orientale di Tuffah da colpi d’arma da fuoco attribuiti alle Forze di difesa israeliane. Un episodio che si inserisce in un quadro di violenze diffuse, con combattimenti urbani, difficoltà nei soccorsi e una popolazione sempre più provata.

L’annuncio del presidente Trump, atteso come un tentativo di imprimere una svolta diplomatica, si colloca dunque in un momento in cui le ostilità continuano a dominare la scena. Resta da capire se la seconda fase del piano riuscirà a incidere concretamente sugli equilibri della regione o se rimarrà un progetto destinato a misurarsi con una realtà sul campo ancora profondamente instabile.

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