Una ricetta medica può diventare un fenomeno virale? In provincia di Cosenza sì, soprattutto quando nella prescrizione compare, nero su bianco, la richiesta di una “sedia elettrica” destinata a un paziente in attesa di valutazione fisioterapica. Un’espressione che, nell’immaginario comune, evoca ben altro rispetto a un ausilio sanitario. Tanto è bastato perché la foto della ricetta, circolata sui social in poche ore, accendesse un misto di divertimento, sarcasmo e indignazione.
Al centro dell’episodio, un medico di base del territorio cosentino. Nella compilazione della richiesta, voleva indicare una sedia a rotelle elettrica da valutare nell’ambito del percorso fisioterapico del paziente. La formula utilizzata – “Valutazione fisioterapica per sedia elettrica” – ha però dato tutt’altra impressione, trasformando un normale adempimento sanitario in un caso da social network.
Secondo quanto emerge, si tratterebbe semplicemente di un lapsus, un refuso senza alcuna conseguenza clinica. Un errore in buona fede, insomma, come se ne verificano quotidianamente nella fitta burocrazia che accompagna la sanità territoriale. E che, nel caso specifico, ha avuto la sola colpa di prestarsi a equivoci.
Del resto, non sarebbe il primo incidente lessicale a fare capolino negli uffici sanitari cosentini. All’inizio degli anni Duemila, un direttore di distretto finì al centro di un curioso caso amministrativo: per disciplinare i contrasti tra due dipendenti, redasse un documento ufficiale assegnando loro turni… di bagno. In un passaggio che rimase memorabile, la circolare stabiliva che “il signor X potrà andare in bagno dalle 9:30 alle 10:30, il signor Y dalle 10:30 alle 11:30”.
Anche allora l’episodio fece discutere, tra chi sottolineava la rigidità della burocrazia e chi, più semplicemente, non riusciva a trattenere una risata. A distanza di anni, la “sedia elettrica” riporta alla ribalta lo stesso intreccio di goffaggine, routine amministrativa e ironia popolare. Un promemoria involontario di quanto, nel quotidiano della sanità pubblica, basta una parola fuori posto per scatenare un intero cortocircuito comunicativo.
