6 Ottobre 2026, martedì
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La controffensiva di Zan: “La destra attacca il Quirinale per coprire il fallimento economico”

Il dirigente dem replica alle parole di Bignami: “Strategia vittimista per distogliere l’attenzione dai veri problemi del Paese”.

Alessandro Zan, membro della segreteria nazionale del Partito Democratico ed eurodeputato, non usa giri di parole per definire l’ultimo affondo del viceministro Galeazzo Bignami contro il Quirinale. Un attacco che, secondo l’esponente dem, rientra in una strategia ormai collaudata della destra di governo: agitare polemiche istituzionali per evitare di fare i conti con la realtà economica del Paese.

Zan parte dai dati diffusi dalla Commissione europea, che certificano la frenata dell’economia italiana e, a suo giudizio, mettono a nudo le fragilità dell’esecutivo. “Siamo di fronte a un’Italia che non cresce” afferma, ricordando come gli indicatori internazionali parlino di un quadro ben diverso da quello che, nelle narrazioni di Palazzo Chigi, viene presentato come un percorso di successo.

È in questo contesto che il dirigente democratico colloca le parole di Bignami, da lui definite “gravi e ridicole”. Un giudizio netto, che sottolinea la distanza non solo politica ma istituzionale rispetto a un attacco rivolto alla massima carica dello Stato. “Invece di cercare nemici immaginari per distogliere l’attenzione pubblica dai loro disastri” aggiunge Zan, “la destra si occupi dei problemi reali che tengono fermo il Paese”.

Problemi che l’esponente del PD elenca con precisione: salari fermi da anni, tre milioni di lavoratori che pur avendo un’occupazione restano sotto la soglia di povertà, e circa sei milioni di persone che rinunciano alle cure mediche per ragioni economiche. Una fotografia sociale che, secondo Zan, smentisce in modo clamoroso ogni autocelebrazione governativa.

Nel suo intervento, il parlamentare dem richiama dunque la necessità di riportare il dibattito politico sui nodi strutturali che frenano l’Italia, rivendicando un approccio responsabile e un confronto serio sulle misure necessarie a rilanciare crescita, equità e servizi essenziali. Tutto il resto, ribadisce, è solo un diversivo.

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