5 Ottobre 2026, lunedì
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Manovra sommersa dagli emendamenti

Oltre 5500 proposte di modifica: la maggioranza ne firma 1600, opposizioni all’attacco e governo alla ricerca di un equilibrio

La legge di bilancio entra nella fase più delicata e, come da tradizione, lo fa sotto una pioggia di emendamenti che rende il lavoro della commissione Bilancio del Senato un passaggio complesso quanto inevitabile. Alla chiusura della finestra per presentare le proposte di modifica, il conteggio ha superato quota 5500. Una cifra che racconta meglio di qualunque dichiarazione la temperatura politica che accompagna la Manovra.

A fronte di un totale così imponente, colpisce che oltre 1600 emendamenti arrivino dagli stessi partiti di maggioranza. Forza Italia guida la classifica con 677 proposte, seguita da Fratelli d’Italia con circa 500, dalla Lega con 399 e da Noi Moderati con 62. Le opposizioni, dal canto loro, si attestano intorno ai 3800 emendamenti, confermando un clima di forte contestazione ma anche la consueta dialettica parlamentare attorno alla legge più importante dell’anno.

La prossima tappa è già fissata: entro il 18 novembre si procederà alla selezione dei cosiddetti segnalati, 414 in tutto. Una scrematura obbligata per evitare che il percorso parlamentare deragli sotto il peso delle migliaia di modifiche in campo.

Tra gli emendamenti messi sul tavolo dai gruppi di governo, uno dei più rilevanti porta la firma di Forza Italia. Il partito chiede di cancellare l’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi previsto dalla Manovra, mantenendo l’aliquota al 21 per cento per chi affitta una sola unità immobiliare e fissandola al 26 per chi ne affitta due. La copertura, nelle intenzioni degli azzurri, arriverebbe dal Fondo per interventi strutturali di politica economica.

Fratelli d’Italia interviene invece sul terreno delicato dello sciopero nei trasporti. Un emendamento del partito prevede che i lavoratori del settore debbano comunicare in anticipo, per iscritto e almeno sette giorni prima, la loro adesione allo sciopero. Una dichiarazione irrevocabile, che consentirebbe alle amministrazioni di individuare il personale necessario a garantire i servizi essenziali privilegiando chi non partecipa alla protesta. Una proposta destinata a riaccendere il confronto tra sindacati e governo in un quadro già teso.

La Lega sposta il baricentro sulle grandi realtà economiche. Con un proprio emendamento propone di raddoppiare l’aumento dell’Irap per banche e assicurazioni, portandolo da due a quattro punti percentuali rispetto a quanto previsto dall’articolo 21 della Manovra. Il gettito aggiuntivo, stimato in circa un miliardo di euro, verrebbe destinato a rafforzare le dotazioni delle forze dell’ordine. Le aliquote salirebbero così all’8,65 per cento per enti creditizi e società finanziarie e al 9,90 per cento per le imprese di assicurazione.

Sul fronte delle opposizioni, Alleanza Verdi e Sinistra propone una patrimoniale sulle grandi ricchezze. L’idea è un’aliquota unica dell’1,3 per cento su patrimoni netti superiori ai due milioni di euro, calcolati sulla ricchezza complessiva, mobiliare e immobiliare, posseduta o detenuta in Italia e all’estero, con detrazione delle passività finanziarie. Una proposta che riaccende un tema ciclico e divisivo, soprattutto in un contesto di crescente pressione su conti pubblici e redistribuzione.

Non mancano misure dal sapore europeo. Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento che introduce un contributo fisso di due euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue, anticipando regole che Bruxelles sta già perfezionando. La misura riguarda spedizioni di valore dichiarato fino a 150 euro e dovrebbe coprire i costi amministrativi connessi agli adempimenti doganali.

Sempre FdI ha proposto un giro di vite sul fast fashion proveniente da Paesi extra Ue, puntando i riflettori su giganti cinesi come Temu e Shein. L’emendamento prevede che le aziende che esportano in Italia prodotti di abbigliamento riconducibili ai modelli dell’ultra fast fashion debbano dimostrare la conformità alle norme europee su sicurezza, ambiente e diritti dei lavoratori. Senza prova di conformità, l’ingresso sul mercato italiano sarebbe vietato. Una scelta che intreccia tutela dei consumatori, sostenibilità e concorrenza.

A chiudere il quadro è l’affondo politico. Antonio Misiani, responsabile Economia del Partito Democratico, ha commentato su X l’impennata degli emendamenti della maggioranza ricordando che in due anni si è passati da zero correzioni alla Manovra, in ossequio ai desideri di Giorgia Meloni, ai 1600 presentati quest’anno. Per Misiani è la dimostrazione della presunta scarsa compattezza del centrodestra e, soprattutto, di quanto sia lontana la narrazione della Manovra seria ed equilibrata promossa da Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Il percorso parlamentare della legge di bilancio si annuncia dunque tortuoso. I numeri, più delle parole, mostrano un cantiere aperto, in cui la maggioranza cerca di armonizzare le proprie istanze interne mentre le opposizioni tentano di incidere su un provvedimento che, una volta approvato, definirà le priorità economiche del Paese nel prossimo anno. La selezione dei segnalati sarà il primo vero test della coesione politica e della tenuta dei conti. Poi inizierà la partita finale, quella in cui ogni virgola torna a pesare come un voto.

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