Los Angeles — Dalla Stazione Spaziale Internazionale ai set cinematografici tra le stelle. Scott Kelly, icona dell’esplorazione spaziale e uno dei volti più noti della NASA, entra a far parte della squadra di Space11 Corp, la società fondata dal produttore italiano Andrea Iervolino, per partecipare a un progetto destinato a riscrivere la storia del cinema: “I See You”, il primo film romantico girato nello spazio.
Kelly, che ha trascorso oltre un anno in orbita e stabilito record di permanenza nello spazio, collaborerà in qualità di consulente astronautico, offrendo alla produzione la sua competenza diretta nella vita oltre l’atmosfera terrestre. La sua presenza garantirà autenticità scientifica e realismo tecnico in un racconto che punta a fondere l’emozione del sentimento umano con l’immensità del cosmo.
Un film destinato a entrare nella storia
Scritto da Diane Frolov e Andrew Schneider, “I See You” si propone come la prima produzione occidentale a inviare un regista in orbita per girare sequenze reali in assenza di gravità. Un’impresa che unisce la potenza narrativa del cinema alla precisione della ricerca scientifica, spingendo l’industria dell’intrattenimento oltre ogni confine conosciuto.
Il film nasce sotto l’egida di Space11 Corp, piattaforma pionieristica fondata da Andrea Iervolino con l’obiettivo di creare contenuti d’intrattenimento nello spazio o ispirati al suo ambiente reale. Dopo aver prodotto opere di respiro internazionale come Ferrari, Iervolino guarda ora al cielo per trasformare in realtà ciò che finora è appartenuto soltanto alla fantascienza.
Tra scienza e sentimento
Il contributo di Scott Kelly sarà determinante non solo per garantire precisione tecnica, ma per restituire il senso profondo dell’esperienza umana nello spazio: l’isolamento, la fragilità, la capacità di adattamento e di connessione nonostante la distanza siderale.
“Avere Scott Kelly a bordo è un onore straordinario”, ha dichiarato Andrea Iervolino. “La sua esperienza aggiunge verità emotiva e realismo scientifico alla nostra visione. Questo film nasce dall’idea che l’amore e l’umanità siano forze capaci di superare qualsiasi confine, anche quello dello spazio.”
Il racconto promette di essere un viaggio sospeso tra emozione e silenzio cosmico, dove la leggerezza dell’assenza di gravità si trasforma in metafora della fragilità dei sentimenti e della potenza delle relazioni umane.
Un team d’eccellenza per un’impresa senza precedenti
A completare la squadra di Space11 si aggiunge Bert Ulrich, per oltre vent’anni responsabile dei rapporti tra la NASA e Hollywood per produzioni cinematografiche e televisive. Ulrich assumerà il ruolo di Executive Vice President of Production Development & Communications, con l’obiettivo di consolidare il ponte tra il mondo scientifico e quello dello spettacolo.
Secondo anticipazioni pubblicate da Deadline, fino all’85% delle riprese di “I See You” sarà realizzato in orbita, combinando filmati autentici e sequenze narrative per un impatto visivo di straordinaria potenza.
Space11: quando il cinema conquista l’orbita
Space11 Corp è la prima società al mondo nata con l’intento di portare l’intrattenimento oltre i confini terrestri. Dalle produzioni cinematografiche ai format televisivi, dalle docuserie agli eventi live, l’azienda collabora con astronauti, ingegneri aerospaziali e agenzie spaziali internazionali per trasformare la gravità zero in un nuovo linguaggio narrativo.
Il progetto “I See You” si inserisce in questa visione pionieristica, che ambisce a fondere l’immaginario del cinema con la concretezza dell’esplorazione spaziale, ridefinendo la relazione tra arte, tecnologia e conoscenza.
Un sogno tra stelle e sentimenti
Con la sua combinazione di romanticismo, realismo e innovazione, “I See You” si annuncia come una pietra miliare nella storia del cinema mondiale. Un film che parla d’amore, di scoperta e di connessione, ambientato là dove il silenzio dello spazio diventa il riflesso più puro dell’animo umano.
Andrea Iervolino e il suo team puntano non soltanto a realizzare un’impresa tecnologica senza precedenti, ma a ricordare che, anche nell’infinito cosmico, ciò che più ci unisce resta irrimediabilmente umano.
