Il tema è di quelli che non ammettono rinvii: migliaia di studenti piemontesi rischiano di perdere esperienze formative cruciali, tra gite scolastiche, stage linguistici e scambi culturali. Eppure, oggi il Consiglio regionale ha scelto di non affrontarlo. Il presidente Davide Nicco ha dichiarato inammissibile, per presunta “mancanza di urgenza”, il question time a prima firma del consigliere M5S Pasquale Coluccio, che chiedeva conto del blocco delle attività dovuto alla mancanza di sostegno agli istituti per l’attuazione delle nuove direttive ministeriali.
Coluccio non usa mezze misure: “La mancata discussione dell’interrogazione è una forma di censura politica e un grave imbarazzo istituzionale. La maggioranza preferisce nascondere la testa sotto la sabbia anziché affrontare un problema reale e urgente”.
Il contesto nazionale conferma la necessità di interventi rapidi. L’Autorità Nazionale Anticorruzione aveva concesso alle scuole una proroga fino al 31 maggio 2025 per organizzare autonomamente viaggi, stage e scambi culturali. Il Ministero dell’Istruzione ha inoltre previsto che gli Uffici scolastici regionali assumano il ruolo di “stazioni appaltanti” per garantire la prosecuzione delle attività oltre tale termine.
Ma in Piemonte la realtà è diversa: l’inerzia delle istituzioni rischia di vanificare qualsiasi piano. Coluccio lancia un allarme chiaro: “Se non si troveranno soluzioni concrete, la conseguenza più semplice sarà la sospensione delle gite, dei stage e degli scambi. Ogni rinvio o silenzio istituzionale significa tradire famiglie, studenti e insegnanti, oltre a bloccare un mercato nazionale che vale oltre 1,5 miliardi di euro”.
Il consigliere annuncia che ripresenterà l’interrogazione in forma scritta, sollecitando una risposta formale della Giunta regionale: “Chiederò che si riferisca pubblicamente sullo stato dei fatti e sulle iniziative previste per garantire la continuità dei viaggi di istruzione. Il silenzio non risolve i problemi; li aggrava, umiliando famiglie e insegnanti che dedicano tempo e risorse per offrire esperienze educative fondamentali”.
La vicenda mette in luce non solo un conflitto politico tra maggioranza e opposizione, ma anche il rischio concreto di paralizzare un settore educativo e culturale strategico, con impatti diretti sulla formazione degli studenti e sulla rete economica che sostiene i viaggi scolastici. In assenza di interventi tempestivi, il Piemonte rischia di restare fermo mentre il resto del Paese cerca di rimettere in moto un sistema educativo extracurriculare essenziale per le nuove generazioni.
