6 Ottobre 2026, martedì
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Zelensky: «Putin vuole un disastro umanitario quest’inverno in Ucraina»

L’Italia prepara il dodicesimo pacchetto di aiuti militari, mentre cresce la pressione internazionale su Mosca dopo le nuove sanzioni Usa. Cina e India prendono le distanze dal greggio russo

Londra, Bruxelles, Washington, Roma: l’asse occidentale torna a muoversi compatto in difesa di Kiev. Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky denuncia «il piano deliberato di Vladimir Putin per provocare un disastro umanitario in Ucraina durante l’inverno», l’Italia mette a punto il dodicesimo pacchetto di aiuti militari destinati a rafforzare la difesa aerea di Kiev. Nelle prossime settimane, secondo fonti della Difesa, Roma fornirà nuove munizioni e sistemi missilistici Samp/T, frutto della cooperazione italo-francese, fondamentali per intercettare i droni e i missili russi che colpiscono le centrali energetiche ucraine.

Le parole di Zelensky arrivano da Londra, al termine di un incontro bilaterale a Downing Street con il premier britannico Keir Starmer, poco prima della riunione della cosiddetta “coalizione dei volenterosi”. Il presidente ucraino ha parlato di una «nuova offensiva energetica» russa, condotta con attacchi mirati alle infrastrutture elettriche e termiche per lasciare milioni di civili senza riscaldamento. «Mosca non mira solo a distruggere i nostri impianti – ha sottolineato – ma vuole piegare la popolazione al freddo e alla paura».

Il fronte occidentale si ricompatta

L’incontro di Londra ha rafforzato l’asse tra Regno Unito e Ucraina, con Starmer che ha promesso «sostegno illimitato e coordinato» contro l’aggressione russa. Parallelamente, l’Italia – insieme a Francia e Germania – lavora a un nuovo piano di assistenza militare e civile, mentre l’Unione Europea ha dato il via libera al pacchetto di sanzioni numero dodici contro Mosca. Le nuove misure colpiscono in modo diretto il settore energetico, pur lasciando in sospeso la questione più delicata: l’utilizzo degli asset russi congelati nei Paesi europei. «Decideremo a dicembre», ha precisato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, dopo un vertice che ha approvato anche aiuti finanziari a Kiev per i prossimi due anni. «Una decisione importante e unanime», ha commentato Zelensky, che continua a sollecitare maggiore unità e tempestività nelle forniture militari.

Washington alza la pressione: sanzioni e tensione diplomatica

Intanto, oltreoceano, il fronte Usa si muove con decisione. L’amministrazione americana ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro i giganti energetici russi Rosneft e Lukoil, accusati di sostenere la macchina bellica del Cremlino. La decisione ha innescato una reazione a catena sul piano internazionale: la Cina, pur dichiarandosi contraria alle «misure unilaterali», ha sospeso gli acquisti di petrolio russo, secondo quanto riferito dalla Reuters. Ancora più significativa la posizione dell’India, il principale importatore di greggio russo via mare, che sarebbe pronta a ridurre drasticamente le forniture.

La risposta di Mosca non si è fatta attendere. «Le misure americane sono un atto ostile, ma non avranno un impatto significativo sull’economia russa», ha affermato Putin, cercando di minimizzare gli effetti delle nuove sanzioni. Il presidente americano Donald Trump – che in questa fase non ha nascosto il gelo nei rapporti con il leader del Cremlino dopo il vertice di Budapest saltato all’ultimo momento – ha ribattuto con una frase lapidaria: «Vedremo tra sei mesi».

Escalation nei cieli del Baltico

A completare il quadro di crescente tensione, due jet russi hanno violato lo spazio aereo della Lituania, in un episodio che Vilnius ha definito «una provocazione deliberata». La Nato ha immediatamente intercettato i velivoli, ribadendo il proprio impegno nella sorveglianza dei confini orientali dell’Alleanza.

L’inverno della resistenza

Con l’avvicinarsi dell’inverno, l’Ucraina teme il ripetersi della strategia del gelo già sperimentata da Mosca lo scorso anno: colpire l’energia per spegnere la resistenza. Zelensky, consapevole che il morale della popolazione sarà messo ancora alla prova, si affida al sostegno internazionale per mantenere accesa non solo la luce nelle case, ma anche quella della fiducia. «Ogni missile abbattuto e ogni rete elettrica ripristinata – ha detto – è una vittoria che ci avvicina alla libertà». 

Tra diplomazia e deterrenza, la partita si gioca ora su due fronti: nei cieli d’Europa e nelle stanze dei governi occidentali, dove si decide quanto e come sostenere Kiev nel suo inverno più difficile.

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