6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaCronacaTorna l’ora solare: un’ora di sonno in più, ma giornate più corte

Torna l’ora solare: un’ora di sonno in più, ma giornate più corte

Da domani notte le lancette tornano indietro di sessanta minuti. Effetti su umore, risparmio energetico e ritmo biologico.

Nel fine settimana torna l’ora solare. Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, alle tre del mattino, sarà necessario spostare le lancette dell’orologio indietro di sessanta minuti, riportandole sulle due. Un gesto semplice, ormai rituale, che segna la fine dei 210 giorni di “fuso orario estivo” e l’inizio del lungo periodo invernale che ci accompagnerà fino al 29 marzo 2026, quando tornerà l’ora legale. 

La conseguenza più immediata è nota: un’ora di sonno in più, ma pomeriggi più brevi e tramonti anticipati. Un piccolo squilibrio che, per molti, si traduce in un cambiamento del ritmo quotidiano. 

I dispositivi elettronici – computer, smartphone, tablet e smartwatch – provvederanno da soli all’aggiornamento dell’orario, mentre orologi da parete, sveglie e apparecchi analogici richiederanno un intervento manuale.

Un’idea vecchia di due secoli 

Il passaggio tra ora legale e ora solare non è una trovata recente. La prima intuizione risale al 1784, quando Benjamin Franklin propose di sfruttare meglio la luce naturale anticipando le giornate, con l’obiettivo di ridurre i costi dell’illuminazione. L’idea restò però sulla carta fino alla Prima Guerra Mondiale: nel 1916 la Germania, seguita da altri Paesi europei, decise di adottare l’ora legale per contenere il consumo di carbone. 

In Italia la misura fu introdotta stabilmente nel 1966, inizialmente per quattro mesi, dall’ultima domenica di maggio all’ultima di settembre. Nel 2001, con l’armonizzazione europea, il nostro Paese si è allineato al calendario comune dell’Unione Europea: l’ora legale inizia all’una del mattino (ora di Greenwich) dell’ultima domenica di marzo e termina alla stessa ora dell’ultima domenica di ottobre. Poiché il fuso orario italiano è un’ora avanti rispetto a Greenwich, il cambio effettivo avviene alle due di notte.

Un risparmio che pesa 

Il motivo principale per cui l’ora legale è ancora in vigore in Europa è il risparmio energetico. Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, durante i sette mesi di ora legale l’Italia ha risparmiato circa 330 milioni di chilowattora, per un valore economico di circa 100 milioni di euro e una riduzione di 160 mila tonnellate di CO₂. In termini pratici, equivale al fabbisogno energetico annuo di oltre 125 mila famiglie. 

Nonostante l’efficienza delle nuove tecnologie di illuminazione e il peso crescente del fotovoltaico, il vantaggio resta tangibile, tanto che la proposta di abolire il cambio dell’ora, discussa più volte a Bruxelles, non ha mai trovato una vera convergenza tra gli Stati membri.

Gli effetti sul corpo e sull’umore 

Se l’ambiente ne trae beneficio, il corpo umano non sempre apprezza. Il nostro ritmo circadiano – l’orologio biologico che regola il sonno e la veglia in base alla luce – subisce infatti un piccolo shock quando la quantità di ore di luce diminuisce improvvisamente. 

Il passaggio all’ora solare può causare insonnia o sonnolenza diurna, irritabilità, difficoltà di concentrazione e un generale senso di malinconia. Si tratta di disturbi temporanei, destinati a svanire nel giro di pochi giorni, ma che per qualcuno possono accentuare i sintomi del cosiddetto “disturbo affettivo stagionale” (Seasonal Affective Disorder, SAD), una forma di depressione legata ai mesi bui dell’anno. 

Gli esperti sottolineano, tuttavia, che il cambio autunnale è di norma meglio tollerato rispetto a quello primaverile. Recuperare un’ora di sonno, infatti, compensa almeno in parte la tristezza per il tramonto anticipato, mentre l’introduzione dell’ora legale in primavera, con il risveglio forzato un’ora prima, è spesso più destabilizzante.

Un piccolo rito collettivo 

Nel complesso, il ritorno dell’ora solare resta un rito che accompagna l’ingresso nell’inverno, tra nostalgie e vantaggi pratici. È il momento in cui le città si accendono più presto, i ritmi rallentano e l’energia risparmiata diventa, in qualche misura, anche un invito a ritrovare equilibrio. 

Un’ora di sonno in più, un’ora di luce in meno: un bilancio minimo, ma sufficiente a ricordarci quanto il tempo, anche quando si sposta di soli sessanta minuti, riesca ancora a incidere sulle nostre abitudini e sul nostro benessere.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti