24 Ottobre 2026, sabato
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Tifosi del Napoli fermati a Eindhoven alla vigilia della Champions: espulsi 180 supporter per motivi di ordine pubblico

La polizia olandese blocca preventivamente i tifosi partenopei: niente scontri, ma contestata la violazione del regolamento sugli assembramenti. Annullati i biglietti, trasmessi gli atti alla Questura di Napoli per valutare eventuali provvedimenti.

Una vigilia ad alta tensione quella che ha preceduto il match di Champions League tra PSV Eindhoven e Napoli, in programma nei Paesi Bassi. Circa 180 tifosi partenopei sono stati fermati lunedì sera nel centro della città olandese con l’accusa di violazione del regolamento comunale in materia di assembramenti. A darne notizia sono state le autorità locali, che hanno giustificato l’azione come misura preventiva per evitare possibili disordini.

Secondo quanto riferito dalla polizia di Eindhoven, non si sarebbero verificati scontri, né episodi di violenza fisica. Tuttavia, la presenza numerosa e concentrata dei supporter napoletani nel cuore della città è stata considerata potenzialmente a rischio. Il fermo, dunque, è stato attuato “per prevenire incidenti” e garantire la sicurezza pubblica in vista dell’incontro internazionale.

I tifosi sono stati invitati a disperdersi e ad allontanarsi dal centro città, ma – sempre secondo le forze dell’ordine olandesi – non avrebbero ottemperato alle richieste, rendendo quindi necessario l’intervento congiunto della polizia. Gli agenti hanno scortato i sostenitori azzurri a bordo di autobus fino alla stazione di polizia di Mathildelaan, dove sono stati identificati e interrogati.

Nel corso delle verifiche, è emerso che alcuni dei fermati non erano in possesso del biglietto per assistere alla partita, elemento che ha ulteriormente rafforzato i timori delle autorità olandesi sul possibile rischio di infiltrazioni violente. In seguito al fermo, a tutti è stata notificata l’espulsione dal territorio, con l’annullamento dei biglietti eventualmente acquistati per la partita.

I documenti relativi all’operazione sono stati trasmessi alla Questura di Napoli, che potrà ora valutare l’eventuale emissione di provvedimenti di daspo (divieto di accesso alle manifestazioni sportive) nei confronti dei soggetti identificati.

Il clima di allerta era stato ampiamente preannunciato: il sindaco di Eindhoven, Jeroen Dijsselbloem, aveva emanato nei giorni precedenti un’ordinanza che istituiva una zona di sicurezza ad alto rischio nel centro urbano e in altre aree sensibili della città. Il provvedimento autorizzava la polizia a effettuare perquisizioni preventive e ad intervenire con maggiore discrezionalità per garantire la sicurezza pubblica.

L’intervento preventivo della polizia olandese, pur non accompagnato da episodi di violenza, accende tuttavia una nuova luce sul fenomeno del tifo organizzato in ambito europeo e sulle diverse strategie adottate dalle autorità dei Paesi ospitanti per gestire l’afflusso dei sostenitori delle squadre in trasferta.

Il caso di Eindhoven conferma una linea di tolleranza zero nei confronti dei raduni non autorizzati e sottolinea l’intenzione delle istituzioni locali di non permettere che l’arrivo dei tifosi internazionali si traduca in tensioni o danni al decoro urbano.

Resta ora da comprendere se e quali ripercussioni ci saranno sul fronte italiano. Le autorità di pubblica sicurezza del capoluogo campano dovranno analizzare i verbali trasmessi dall’Olanda e, in base alla gravità delle singole posizioni, decidere se procedere con l’avvio di provvedimenti restrittivi sul piano amministrativo.

Un episodio che, a prescindere dagli sviluppi, richiama l’attenzione sul delicato equilibrio tra la passione calcistica e la necessità di garantire la sicurezza nei grandi eventi sportivi. Un equilibrio che, come si è visto a Eindhoven, può portare a misure drastiche anche in assenza di incidenti conclamati.

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