6 Ottobre 2026, martedì
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Ruotolo contro Roccella: “Parole inaccettabili, tenta di riscrivere la storia della Shoah”

Duro attacco del responsabile Memoria del Partito Democratico alle dichiarazioni della ministra Roccella sulle visite scolastiche ad Auschwitz. “Svilisce la tragedia della Shoah e assolve il fascismo dalle sue responsabilità”.

Le parole della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, sulle visite scolastiche ad Auschwitz hanno scatenato una nuova bufera politica. A reagire con forza è stato Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile Memoria della segreteria nazionale del Partito Democratico, che in una nota ha accusato la ministra di “aver superato ogni limite” e di tentare “una pericolosa riscrittura della storia”.

Secondo quanto dichiarato da Roccella, le gite degli studenti italiani nei luoghi della memoria non sarebbero servite a ricordare lo sterminio degli ebrei, ma avrebbero avuto l’obiettivo di “collocare l’antisemitismo nel fascismo”, una tesi che — a suo giudizio — avrebbe contribuito a “trasformare l’antifascismo in un problema”. Parole che hanno immediatamente suscitato reazioni indignate da parte del mondo politico e culturale.

Ruotolo ha replicato con fermezza, sottolineando che “Auschwitz resta il simbolo più tragico della complicità tra nazismo e fascismo nello sterminio del popolo ebraico”. Per l’esponente del PD, mettere in discussione il valore di quelle visite e il loro significato formativo significa “svilire la Shoah e insultare le vittime”, negando il senso stesso della memoria storica.

Nel suo intervento, Ruotolo ha ricordato anche le parole della senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento e testimone instancabile della tragedia dell’Olocausto: “La formazione dei nostri figli e nipoti deve partire dalla conoscenza della storia. La memoria della verità storica fa male solo a chi conserva scheletri negli armadi.”

Il rappresentante democratico ha poi ribadito che “l’antisemitismo va combattuto ovunque e sempre”, ma che “non si può assolvere il fascismo cancellandone le colpe storiche”. Per Ruotolo, ogni tentativo di relativizzare o reinterpretare le responsabilità del regime di Mussolini rappresenta “una minaccia diretta ai valori fondativi della nostra democrazia”.

“La memoria di Auschwitz non si tocca – ha concluso –. È patrimonio universale di democrazia e civiltà.”

Le parole di Ruotolo riaccendono così il dibattito, mai sopito, sul rapporto tra memoria storica e politica, in un Paese dove la trasmissione del ricordo della Shoah resta una delle frontiere decisive per la difesa della verità e per la formazione delle nuove generazioni.

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