26 Ottobre 2026, lunedì
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Dl Giustizia, il Senato dà il via libera definitivo: il decreto diventa legge

Il provvedimento introduce nuove misure per velocizzare i processi e assicurare il rispetto delle scadenze del Pnrr. Confermata la possibilità di un impiego flessibile dei magistrati fino al 2026.

Con un voto per alzata di mano, l’Aula di Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il decreto Giustizia, già passato nei giorni scorsi alla Camera. Il testo, con la ratifica del Senato, diventa dunque legge dello Stato.

Il provvedimento interviene su più fronti, con un obiettivo dichiarato: accelerare la definizione dei procedimenti giudiziari, ridurre l’arretrato e rispettare gli impegni assunti dall’Italia in materia di giustizia nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tra le misure centrali, figura l’estensione fino al 30 giugno 2026 della possibilità di impiegare i magistrati in modo più flessibile. Un meccanismo pensato per garantire la continuità del lavoro negli uffici giudiziari, spesso sotto pressione per carichi di lavoro eccessivi, e per consentire una gestione più dinamica delle risorse disponibili.

La norma si inserisce in un quadro di riforme strutturali richieste dall’Europa e già avviate negli ultimi anni, che hanno toccato aspetti cruciali come la riduzione dei tempi dei processi civili e penali, il rafforzamento delle procedure alternative al contenzioso e la digitalizzazione degli atti giudiziari. L’ulteriore proroga del regime di flessibilità nella gestione delle toghe risponde alla necessità di non interrompere questo percorso, soprattutto in vista delle scadenze fissate a livello comunitario.

L’approvazione definitiva segna quindi un passaggio politico e istituzionale di rilievo. Il governo ha rivendicato la portata del decreto, sottolineando come l’Italia non possa permettersi rallentamenti nella tabella di marcia che lega le riforme della giustizia all’erogazione dei fondi del Pnrr. Sul piano parlamentare, la discussione è stata rapida e priva di scossoni, segno di un consenso sostanziale intorno all’urgenza di garantire efficienza e tempestività al sistema giudiziario.

Il Dl Giustizia entra così in vigore con la forza di una legge, aggiungendo un tassello importante al percorso di modernizzazione della macchina giudiziaria italiana. Resta ora la sfida dell’attuazione concreta, che chiamerà magistrati, uffici e ministero a una collaborazione serrata per trasformare le norme in risultati tangibili, all’altezza delle aspettative di cittadini ed Europa.

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