3 Ottobre 2026, sabato
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Flotilla verso Gaza, Crosetto lancia l’allarme: “Rischi drammatici dal tentativo di rompere il blocco”

Il ministro della Difesa e la Farnesina mettono in guardia gli attivisti italiani. La portavoce Delia: “Non ci fermiamo, il nostro obiettivo resta Gaza”. Trump annuncia un piano di tregua, ma Hamas smentisce di aver ricevuto proposte da Washington

La partenza della flottiglia diretta verso Gaza riaccende tensioni diplomatiche e timori concreti per la sicurezza degli attivisti coinvolti. A lanciare l’allarme è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che in un colloquio con la portavoce italiana della spedizione, Maria Elena Delia, ha ribadito “tutte le mie preoccupazioni” sottolineando “l’importanza del dialogo e la necessità di evitare azioni che possano mettere a rischio qualunque vita, in primis degli attivisti italiani”.

L’avvertimento segue quello già espresso in precedenza dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva invitato con fermezza a non tentare di forzare il blocco navale imposto da Israele intorno alla Striscia. “È pericoloso” aveva dichiarato, rimarcando il rischio di un’escalation con esiti potenzialmente drammatici.

La risposta degli organizzatori, tuttavia, non lascia spazio a ripensamenti. “La missione va avanti e continua verso Gaza” ha replicato Delia, confermando la determinazione della flottiglia, le cui imbarcazioni sono ripartite e si prevede raggiungano le coste palestinesi entro un arco di tempo compreso tra quattro e sette giorni.

La vicenda si inserisce in un quadro internazionale già carico di tensioni e di tentativi di mediazione. Donald Trump, che lunedì incontrerà il premier israeliano Benjamin Netanyahu, si è detto ottimista sull’imminente raggiungimento di una tregua. L’ex presidente statunitense ha anticipato un piano che prevede il ritiro graduale delle truppe israeliane dalla Striscia, condizionato però al rilascio di tutti gli ostaggi entro 48 ore dalla firma dell’intesa.

Un annuncio accolto con freddezza da Hamas. Il movimento islamista che governa Gaza ha infatti smentito di aver ricevuto da Washington alcuna proposta formale, aggiungendo ulteriore incertezza a uno scenario già frammentato.

La navigazione della flottiglia, dunque, rischia di trasformarsi in un nuovo punto di frizione tra attivisti, governi e diplomazie. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è rompere l’assedio e portare aiuti alla popolazione civile della Striscia. Ma il tentativo di superare un blocco navale militarmente presidiato, e al centro di tensioni internazionali da anni, rappresenta una sfida dagli esiti imprevedibili.

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