5 Ottobre 2026, lunedì
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Vigilante pestato in un supermercato a Brescia: arrestato a Ventimiglia un 23enne tunisino in fuga verso la Francia

Il giovane, titolare di protezione internazionale, è accusato di aver partecipato alla violenta aggressione. Il questore Sartori ha chiesto la revoca dello status di rifugiato

È stato catturato a Ventimiglia, mentre tentava di oltrepassare il confine con la Francia, uno dei presunti autori della brutale aggressione avvenuta venerdì scorso all’interno di un supermercato del centro di Brescia. L’episodio, che aveva provocato sdegno e rabbia in città e non solo, si era concluso con il pestaggio di una guardia giurata e la fuga degli aggressori, immortalati dalle telecamere di sorveglianza e dai video diffusi in rete.

L’uomo arrestato è un cittadino tunisino di 23 anni, già titolare di protezione internazionale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe preso parte al tentativo di rapina degenerato in violenza, quando il vigilante era intervenuto per fermare i malviventi. Le immagini, circolate rapidamente sui social, mostravano con chiarezza la brutalità del pestaggio: calci e pugni sferrati senza esitazione contro chi stava semplicemente svolgendo il proprio lavoro.

Dopo l’episodio, il 23enne aveva tentato di far perdere le proprie tracce, dirigendosi verso la frontiera ligure con l’intenzione, con ogni probabilità, di espatriare clandestinamente in territorio francese. La fuga è stata però interrotta dalle forze dell’ordine, che lo hanno individuato e tratto in arresto a Ventimiglia, nodo di passaggio spesso utilizzato da chi cerca di superare i controlli per raggiungere la Costa Azzurra.

Il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha annunciato di aver richiesto alla Commissione territoriale per i rifugiati la revoca della protezione internazionale concessa al giovane. Una decisione motivata dalla gravità dei fatti contestati, che – se confermati – renderebbero incompatibile il mantenimento dello status di rifugiato.

L’indagine, condotta dalla Polizia di Stato in stretta collaborazione con la Procura, prosegue per identificare e rintracciare eventuali complici. Restano intanto forti le reazioni suscitate dall’aggressione, non solo per la violenza subita dal vigilante, ma anche per l’effetto dirompente delle immagini diffuse online, che hanno riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza nei luoghi pubblici e della gestione dei soggetti sottoposti a protezione internazionale.

Il vigilante aggredito, ricoverato dopo l’assalto, ha riportato contusioni e ferite ma non è in pericolo di vita. La vicenda resta tuttavia emblematica di una tensione crescente che, nelle ultime settimane, ha acceso l’attenzione su Brescia e più in generale sulle grandi città italiane, dove il confine tra microcriminalità e violenza organizzata appare sempre più sottile.

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