6 Ottobre 2026, martedì
HomeMondoPolitica nel MondoSarkozy condannato per associazione a delinquere nel caso dei presunti fondi libici

Sarkozy condannato per associazione a delinquere nel caso dei presunti fondi libici

L’ex presidente francese assolto dalle accuse di corruzione passiva e appropriazione indebita. Condanne anche per due ex ministri, ipotesi di ricorso in appello

Il tribunale di Parigi ha riconosciuto Nicolas Sarkozy colpevole di associazione a delinquere nell’ambito del processo sui presunti finanziamenti libici alla campagna elettorale del 2007, quella che lo portò all’Eliseo. L’ex capo dello Stato, che ha sempre respinto le accuse, è stato invece assolto dai capi d’imputazione più pesanti, tra cui corruzione passiva e appropriazione indebita.

La sentenza è stata letta dalla presidente Nathalie Gavarino, che ha sottolineato come Sarkozy abbia “consentito ai suoi più stretti collaboratori di agire allo scopo di ottenere sostegni finanziari” dal regime di Muammar Gheddafi. Un’affermazione che, pur non collocando l’ex presidente come diretto beneficiario di fondi illeciti, conferma la sua responsabilità politica e penale nel sistema di relazioni costruito dai suoi uomini di fiducia.

Le condanne agli ex ministri

Non è l’unico nome di primo piano coinvolto nel processo. Claude Guéant, ex ministro dell’Interno e fedelissimo di Sarkozy, è stato condannato per corruzione passiva tra il 2007 e il 2009, con l’accusa di aver accettato 500 mila euro, oltre che per associazione a delinquere, falso in atto pubblico e traffico di influenze. È stato però assolto da altri capi d’imputazione, tra cui complicità in corruzione passiva e riciclaggio aggravato.

Brice Hortefeux, altro ex ministro vicino a Sarkozy, è stato ritenuto colpevole di associazione a delinquere tra il 2005 e il 2007. È stato invece assolto dall’accusa di complicità nel finanziamento illegale della campagna elettorale e rinviato a giudizio in parte per appropriazione indebita di fondi pubblici e riciclaggio di denaro, secondo quanto riportato da Bfmtv.

Più fortunata la posizione di Eric Woerth, tesoriere della campagna elettorale del 2007, che è stato assolto da ogni accusa.

La strategia della difesa

La condanna di Sarkozy non è ancora definitiva. L’ex presidente ha la possibilità di presentare ricorso, opzione che sospenderebbe l’applicazione della pena in attesa del giudizio d’appello. I pubblici ministeri avevano chiesto per lui una condanna a sette anni di reclusione, ma la decisione finale resta aperta ai successivi gradi di giudizio.

Durante tutto il processo Sarkozy, che ha guidato la Francia dal 2007 al 2012 prima di essere sconfitto da François Hollande, ha negato qualsiasi illecito. In aula si è difeso con fermezza, denunciando un procedimento giudiziario che, a suo dire, sarebbe stato costruito su accuse infondate.

Le origini del caso

L’inchiesta affonda le sue radici nel 2011, quando un’agenzia di stampa libica e lo stesso Muammar Gheddafi affermarono che il regime libico aveva versato milioni di euro per sostenere la campagna presidenziale di Sarkozy. Le rivelazioni aprirono uno dei più controversi scandali politico-finanziari della recente storia francese, che negli anni ha coinvolto uomini delle istituzioni, funzionari e intermediari, fino ad approdare a questo processo.

Con la condanna per associazione a delinquere, la parabola giudiziaria di Nicolas Sarkozy si arricchisce di un nuovo capitolo, destinato a pesare sul giudizio storico e politico sulla sua presidenza. E se il ricorso potrà riscrivere gli esiti penali della vicenda, resta intatta la portata dello scandalo che, a distanza di quasi vent’anni, continua a gettare un’ombra sulla politica francese.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti