23 Ottobre 2026, venerdì
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Dall’impronta al network internazionale: sgominata rete di trafficanti, dodici arresti tra Italia e Albania

Maxi operazione dei Carabinieri di Borgo San Lorenzo: smantellate tre organizzazioni criminali transnazionali specializzate nel narcotraffico. Sequestrati cocaina, marijuana e hashish, con ramificazioni fino in Svizzera.

Un’impronta lasciata nel luogo sbagliato al momento sbagliato. È da questo dettaglio, apparentemente marginale, che ha preso forma una delle più vaste indagini antidroga coordinate negli ultimi anni dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze. Dopo tre anni di accertamenti e pedinamenti, i Carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo hanno dato esecuzione, nella mattinata di oggi, a dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere, colpendo al cuore una rete internazionale di narcotrafficanti con ramificazioni in Italia, Svizzera e Albania.

L’operazione, che ha visto impegnati oltre cento militari del Comando Provinciale Carabinieri di Firenze e di altri nove comandi provinciali, si è sviluppata con un dispiegamento imponente di forze, supportato dal Nucleo Cinofili e dal coordinamento investigativo della DDA. In parallelo, venti perquisizioni hanno interessato altrettanti indagati, a testimonianza della capillarità di un’inchiesta che ha ricostruito in dettaglio la struttura e le attività di tre gruppi criminali.

Tre organizzazioni, un unico business

Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, condotta tra il 2020 e il 2023, i tre sodalizi avevano ruoli distinti ma complementari. Il primo, costituito interamente da cittadini albanesi, avrebbe curato l’importazione di cocaina dall’Olanda verso l’Italia, destinata al mercato all’ingrosso. Da qui il narcotico veniva smistato a ulteriori canali distributivi.

Un secondo gruppo, con base logistica a Firenze, si sarebbe occupato di un canale inverso: esportare cocaina verso la Svizzera, soprattutto nel Canton Zurigo, dove lo spaccio al dettaglio conviveva con la distribuzione di hashish e marijuana. Una filiera che univa il capoluogo toscano ai mercati elvetici con una regolarità quasi industriale.

Infine, la terza organizzazione – nata come derivazione della prima – era composta anch’essa da albanesi e, in questo caso, vedeva anche una donna tra i protagonisti. A lei, secondo le accuse, sarebbe spettato il compito di organizzare l’importazione di rilevanti quantitativi di hashish dalla Svizzera all’Italia, alimentando il mercato locale dello spaccio al dettaglio.

I sequestri e gli arresti

Gli investigatori hanno messo insieme un quadro probatorio consistente grazie a un mix di tecniche tradizionali e strumenti specialistici. Nel corso delle attività sono stati sequestrati circa due chili di cocaina, ventidue chili di marijuana e mezzo chilo di hashish. Quattro persone erano già state arrestate in flagranza durante le fasi preliminari dell’inchiesta.

Il blitz di oggi ha portato invece all’arresto di dodici persone: dieci in Italia, una in Svizzera e una in Albania, dove l’intervento è stato reso possibile da un Mandato di Cattura Internazionale.

La cornice giudiziaria

L’inchiesta, avviata a partire da una traccia ritenuta rilevante dai Carabinieri di Borgo San Lorenzo, ha coinvolto complessivamente 32 indagati. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, accogliendo le richieste della Direzione Distrettuale Antimafia, ha firmato le ordinanze di custodia cautelare che questa mattina sono state eseguite simultaneamente in dieci province italiane.

Resta ferma, come sempre in questa fase del procedimento, la presunzione di innocenza per tutti gli indagati: le ipotesi accusatorie dovranno essere vagliate e confermate o meno nel corso del processo.

Un’operazione simbolo

Il lavoro svolto dalla Compagnia di Borgo San Lorenzo assume un valore che va oltre i confini territoriali. Dimostra come anche da un piccolo centro si possano costruire indagini capaci di smantellare reti complesse, con diramazioni internazionali e sofisticati sistemi di approvvigionamento e distribuzione.

Un’impronta, dunque, che non è stata solo una traccia forense, ma il punto di partenza per riportare alla luce la fitta ragnatela del narcotraffico, rivelandone i flussi, i protagonisti e gli equilibri. E che oggi, grazie al lavoro congiunto della magistratura e dell’Arma, ha portato a un colpo durissimo contro il commercio illegale di stupefacenti tra Italia e Svizzera.

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