6 Ottobre 2026, martedì
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Bici elettriche a 60 km/h senza pedali né assicurazione: allarme sicurezza sulle strade italiane

Bici elettriche truccate corrono come moto senza regole, pedali rimossi e velocità fuori controllo preoccupano le autorità e mettono a rischio strade e cittadinanza

Bici elettriche a 60 km/h senza pedali né assicurazione: allarme sicurezza sulle strade italiane

Sfrecciano come piccoli scooter, ma non hanno targa, né assicurazione, né casco. A volte arrivano a 60 chilometri orari, il doppio rispetto al limite consentito dalla legge per le biciclette elettriche, fissato a 25 km/h. Sono le bici truccate, un fenomeno sempre più diffuso in Italia, che sta mettendo in crisi la sicurezza stradale e impegnando le polizie locali in una vera e propria corsa contro il tempo.

A lanciare l’allarme è Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e referente viabilità dell’Anci, l’associazione che rappresenta i comuni italiani. «Questi mezzi diventano pericolosissimi», spiega Altamura, «soprattutto quando vengono modificati per superare i limiti di legge. Ci sono ragazzi che arrivano a 60 chilometri all’ora, molto più veloci di un vecchio Ciao, senza alcun tipo di protezione». In alcuni casi i pedali vengono rimossi del tutto, trasformando la bici elettrica in un veicolo elettrico a tutti gli effetti, difficile da distinguere e da regolamentare.

Il fenomeno interessa tutto il territorio nazionale. Da Nord a Sud, le polizie locali hanno intensificato i controlli, con sequestri sempre più frequenti e campagne di sensibilizzazione per scoraggiare l’uso di mezzi non conformi. La preoccupazione principale riguarda i giovani, spesso inesperti, che si espongono a incidenti gravi, ma anche la sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti.

Queste biciclette “truccate” evidenziano un problema più ampio: la difficoltà delle norme attuali di adattarsi a una mobilità in rapida evoluzione. La legge è chiara: le bici elettriche non devono superare i 25 km/h e devono conservare i pedali per rientrare nella categoria delle biciclette. Ma la tecnologia è accessibile, le modifiche fai-da-te sono semplici e la regolamentazione fatica a tenere il passo.

Il risultato è un paradosso: mezzi progettati per offrire un’alternativa ecologica all’auto diventano potenzialmente più pericolosi di uno scooter, senza garantire la minima sicurezza stradale. La situazione impone una riflessione urgente: servono controlli più rigorosi, strumenti normativi aggiornati e campagne educative che spieghino chiaramente i rischi.

Intanto, le strade italiane restano teatro di una mobilità ibrida, dove biciclette elettriche potenziate corrono indisturbate, sfidando i limiti di legge e mettendo alla prova la capacità delle autorità di tutelare cittadini e giovani utenti. Il fenomeno delle bici truccate non è più marginale: è un campanello d’allarme per tutti, dalle istituzioni ai genitori, che segnala la necessità di interventi concreti prima che la situazione sfugga definitivamente di mano.

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