6 Ottobre 2026, martedì
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Pontida 2025, Salvini rende omaggio a Charlie Kirk e Zaia avverte sul candidato Veneto

Al tradizionale raduno della Lega, il leader del Carroccio dedica un pensiero all’attivista americano ucciso, mentre il presidente del Veneto sottolinea la necessità di confermare un candidato leghista per le prossime Regionali.

Il segretario della Lega e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, ha aperto il suo intervento sul palco di Pontida con un gesto simbolico che ha catturato subito l’attenzione dei partecipanti. Rivolgendosi al popolo leghista, Salvini ha chiesto di dedicare «non un minuto di silenzio, ma un pensiero a Charlie Kirk e un applauso che arrivi fino all’Arizona». L’omaggio è stato accompagnato dalla proiezione sul grande schermo di alcune immagini dell’attivista americano, figura della scena Maga recentemente uccisa negli Stati Uniti.

«Popolo di Pontida, grazie, siete straordinari», ha esordito Salvini, scandendo le parole con enfasi. «Permettetemi di chiedere a questa immensa, sorridente e pacifica folla di dedicare non un minuto di silenzio, ma un pensiero a colui che è stato dipinto come un bersaglio e lasciato a fucilate. Lascia una moglie e due bambine», ha aggiunto, sottolineando il legame ideale tra l’Italia politica e gli eventi internazionali che toccano il mondo conservatore.

Accanto alla questione internazionale, il raduno di Pontida ha offerto l’occasione per fare il punto sulla politica locale e sulle prossime elezioni regionali. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è intervenuto dal palco ribadendo l’importanza di scegliere un candidato leghista per guidare la Regione: «In Veneto abbiamo fatto grandi cose, siamo stati sempre sugli scudi, non ultima la grande partita delle Olimpiadi. Se la Lega chiede che il candidato presidente del Veneto sia ancora un leghista, non è lesa maestà per la maggioranza, ma è una richiesta legittima per dare continuità alla nostra amministrazione», ha spiegato.

Intervistato dai giornalisti subito dopo il suo discorso, Zaia ha chiarito la posizione del partito: «Il nostro candidato è Alberto Stefani. Poi capiremo cosa deciderà il tavolo. Se il candidato sarà della Lega sarà Stefani, se non sarà della Lega sarà un problema». Le parole del governatore evidenziano le dinamiche interne al partito e la necessità di garantire stabilità amministrativa, soprattutto in vista delle elezioni regionali, considerate strategiche per il consolidamento del consenso leghista in Veneto.

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