6 Ottobre 2026, martedì
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Palermo, colpo alla rete dello spaccio a Falsomiele: sette arresti, due in flagranza e 74 avvisi di fine indagine

Operazione “Ultima Alba”: smantellata un’organizzazione criminale radicata nel quartiere palermitano, attiva nel traffico di cocaina, eroina e marijuana. In azione anche i Cacciatori di Sicilia e le unità cinofile. In manette anche due uomini sorpresi con oltre un chilo di droga.

PALERMO – È scattata all’alba una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, supportati dai reparti speciali e dai baschi rossi dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia”, con copertura aerea garantita da un elicottero del 9° Nucleo. Il blitz ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Sette le persone coinvolte dal provvedimento: cinque arrestate questa mattina, due già detenute per altri reati, tutte ritenute responsabili a vario titolo di partecipazione a un’associazione dedita al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Il gruppo avrebbe operato con continuità e radicamento nel quartiere Falsomiele, area popolare della città da tempo monitorata per l’elevata incidenza di fenomeni criminali legati allo spaccio.

Parallelamente, i militari hanno eseguito 19 perquisizioni domiciliari, due delle quali hanno portato all’arresto in flagranza di altre due persone: una trovata in possesso di 400 grammi di cocaina, l’altra con 1,3 chili di hashish.

Ma la portata dell’indagine va ben oltre: sono 74 le persone che questa mattina hanno ricevuto notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, segno di un’inchiesta vasta, articolata e frutto di un paziente lavoro investigativo che si è sviluppato nell’arco di oltre due anni.

Il cuore dell’indagine: “Ultima Alba”

L’operazione prende il nome di “Ultima Alba”, e affonda le sue radici in un’attività investigativa condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bagheria, avviata nel novembre del 2019 e conclusa nel gennaio del 2022. Tutto è partito dal sequestro di piantagioni di marijuana nei comuni di Trabia e Misilmeri e dall’arresto di sei individui di origine palermitana, legati tra loro da vincoli familiari.

Gli inquirenti sono riusciti, nel tempo, a ricostruire l’intera struttura dell’organizzazione, che presentava una gestione rigidamente gerarchica e fortemente caratterizzata da legami di sangue. Secondo quanto documentato, si trattava di una piazza di spaccio strutturata e ben organizzata, capace di gestire la vendita al dettaglio di cocaina, eroina, marijuana e metadone, con introiti significativi in termini di liquidità.

Il presunto capo dell’associazione avrebbe continuato a impartire ordini anche dal carcere, confermando il livello di coesione interna e la capacità del gruppo di mantenere attiva la catena di distribuzione e il controllo del territorio anche durante le fasi di detenzione di alcuni membri.

Un mosaico investigativo: intercettazioni, video e pedinamenti

L’indagine è stata sostenuta da un ampio spettro di tecniche investigative, tra cui intercettazioni ambientali e telefoniche, videosorveglianza, osservazione e pedinamento. Un apparato investigativo complesso che ha consentito di documentare centinaia di episodi di spaccio, spesso a distanza ravvicinata, e di ricostruire in dettaglio ruoli, compiti e flussi di approvvigionamento della droga.

Tra gli elementi acquisiti figurano prove dirette della compravendita di sostanze stupefacenti, incontri con fornitori, movimentazioni sospette di contante e modalità di consegna collaudate. La catena criminale, secondo gli investigatori, era in grado di gestire il carico logistico e finanziario con modalità semi-industriali, pur operando in ambito urbano e in un contesto sociale disagiato.

I quantitativi complessivamente sequestrati nel corso dell’intera attività investigativa parlano chiaro:

  • 590 grammi di cocaina
  • 33 grammi di eroina
  • 147 grammi di metadone
  • 3,2 chilogrammi di marijuana

Presenza capillare dello Stato nelle periferie

L’operazione di oggi si inserisce in un più ampio quadro di contrasto al traffico di droga, che i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo portano avanti con costanza, attraverso un presidio del territorio continuo, soprattutto nei quartieri più vulnerabili e a rischio.

La zona di Falsomiele, come molte altre periferie urbane del capoluogo siciliano, rappresenta un terreno fertile per la criminalità organizzata di piccolo e medio calibro, in grado di sfruttare il disagio economico e l’assenza di alternative sociali per impiantare attività illecite stabili. La risposta, sottolineano fonti investigative, non può che essere sistemica e senza tregua: controllo del territorio, repressione efficace, ma anche un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e inclusione sociale.

Presunzione di innocenza

È doveroso ricordare che le persone raggiunte dalle misure cautelari e dagli avvisi di garanzia sono al momento solo indiziate di reato. La loro posizione sarà oggetto di valutazione in sede processuale, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

L’azione di oggi rappresenta tuttavia una nuova e importante risposta giudiziaria al traffico di stupefacenti nella provincia di Palermo, confermando la capacità dello Stato di colpire anche le organizzazioni radicate nei quartieri più difficili, smontandone logiche, reti familiari e canali finanziari.

Con “Ultima Alba”, la Procura Distrettuale Antimafia e l’Arma dei Carabinieri rinnovano il loro impegno contro la criminalità diffusa e i suoi legami con il tessuto urbano, restituendo fiducia alle comunità e dimostrando che, anche nei contesti più complessi, la legalità può riprendere spazio.

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