Il 14 settembre Papa Leone XIV spegne settanta candeline. È il suo primo compleanno da Pontefice, e non accadeva da oltre trent’anni che un Papa compisse questa età così presto nel Pontificato: bisogna infatti risalire a Giovanni Paolo II, che raggiunse i 70 anni nel 1990, mentre Benedetto XVI e Francesco erano già più anziani al momento dell’elezione.
Dalla sua proclamazione l’8 maggio, il successore di Bergoglio – al secolo il cardinale canadese Marc Prevost – ha mostrato una vitalità che sorprende per intensità e costanza. Agenda fitta, ritmo instancabile e un’energia che tradisce le sue abitudini sportive. In questi quattro mesi, Leone XIV ha puntato tutto sulla parola che ha scelto come bussola del suo Pontificato: pace.
I disegni dei bambini e gli auguri dal mondo
I primi auguri arrivati sulla scrivania papale non sono stati firme di capi di Stato o messaggi istituzionali, ma i disegni dei piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Fogli colorati, pieni di affetto e di speranza, che richiamano l’appello più insistente di Leone XIV: fermare le guerre, restituire futuro e serenità ai più fragili.
Dal giorno dell’elezione, il Pontefice non ha smesso di chiedere con forza una “pace disarmata e disarmante”. Ha invocato la fine del conflitto in Ucraina, la cessazione delle ostilità a Gaza e la liberazione degli ostaggi. Ha offerto il Vaticano come luogo neutrale per favorire un dialogo diretto, “guardandosi negli occhi”. E parallelamente porta avanti un incessante lavoro diplomatico fatto di colloqui e telefonate ai leader mondiali, una diplomazia silenziosa ma intensa.
Il messaggio di Mattarella: “Riprendere la via del dialogo”
Tra i messaggi di auguri più autorevoli, spicca quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Nel giorno del Suo settantesimo genetliaco – scrive – voglia accogliere i più fervidi auguri che ho il piacere di porgerLe a nome del popolo italiano”. Il Capo dello Stato ribadisce la vicinanza della Repubblica italiana alla missione del Pontefice, sottolineando l’affinità tra i valori della Costituzione e il messaggio papale di rispetto della dignità umana, servizio e unità.
Il messaggio contiene anche un monito sulle sfide globali: “Il mondo è avviato lungo un pericoloso crinale, segnato da conflitti laceranti e da una diffusa logica di prevaricazione. Le vittime civili pagano ogni giorno un intollerabile tributo di sangue. Dinanzi a tali inquietudini, si guarda con speranza ai Suoi appelli affinché cessi il fuoco e si riprenda la via del dialogo”.
La bussola dell’unità nella Chiesa
Accanto all’impegno internazionale, Leone XIV sta cercando di ricomporre le tensioni interne alla Chiesa cattolica. Ha incoraggiato il pellegrinaggio della comunità Lgbt per il Giubileo, senza tuttavia concedere un’udienza ufficiale, e al tempo stesso ha riaperto uno spazio per i cattolici più tradizionalisti, autorizzando a ottobre una celebrazione in rito antico nella basilica di San Pietro. Un equilibrio non facile, che mostra la volontà di tenere unite sensibilità differenti senza rinunciare a un’impronta personale.
I primi viaggi e i documenti in arrivo
In agenda ci sono già i primi viaggi apostolici. Si parla con insistenza di una visita in Turchia e Libano entro la fine dell’anno, ma sarà soprattutto il 2026 a segnare il debutto internazionale più impegnativo del Papa.
Intanto, è quasi pronta la prima Esortazione Apostolica, dedicata ai poveri, attesa tra fine settembre e inizio ottobre. Un testo che riprende un lavoro avviato da Francesco e che Leone XIV ha scelto di portare a compimento, confermando il legame con i suoi predecessori, da Montini a Wojtyla, da Ratzinger a Bergoglio, che cita costantemente nei suoi discorsi.
Sul tavolo anche il progetto della prima enciclica, prevista per il 2026, che avrà come tema l’intelligenza artificiale. Un argomento che il Papa considera la “questione sociale” del nostro tempo, paragonabile per impatto alla rivoluzione industriale. Non a caso Leone XIV guarda a Leone XIII, autore della storica Rerum Novarum, come modello per il suo Pontificato e fonte d’ispirazione nella scelta del nome.
Un compleanno dal respiro universale
Il compleanno di Leone XIV non è dunque solo un anniversario personale. È un momento che fotografa i primi passi di un Pontificato energico e già segnato da sfide epocali: la pace nel mondo, la diplomazia vaticana, l’unità della Chiesa, l’elaborazione di un pensiero capace di leggere le nuove frontiere tecnologiche.
I settant’anni del Pontefice si collocano così in un tempo che sembra esigere più che mai la sua voce. E le candeline che Leone XIV spegne in Vaticano diventano un simbolo di speranza, in un mondo alla ricerca di equilibrio e dialogo.
