5 Ottobre 2026, lunedì
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Milano, arrestato il trapper Baby Gang: pistola in albergo e indagini su traffico d’armi

Il giovane artista, già noto alle cronache giudiziarie, è finito a San Vittore. L’inchiesta della Procura di Lecco porta alla luce un presunto giro di armi e droga legato a un gruppo criminale di origine balcanica

Il suo nome è da tempo al centro delle cronache, non soltanto musicali. Zaccaria Mouhib, in arte Baby Gang, 24 anni, uno dei trapper più noti della scena italiana, è stato arrestato a Milano dopo essere stato trovato in possesso di una pistola in una stanza d’albergo. L’arma è stata scoperta dai carabinieri durante una perquisizione disposta dalla Procura di Lecco, che da mesi conduce un’indagine più ampia su un presunto traffico di armi e droga.

Il giovane artista si trovava nell’hotel meneghino all’indomani di un concerto al fianco di Emis Killa. Da lì il trasferimento immediato nel carcere di San Vittore, dove è stato portato in stato di arresto per porto illegale di arma da fuoco. A confermare l’accusa è stato il suo legale, l’avvocato Niccolò Vecchioni, che ha sottolineato come il fermo sia legato al rinvenimento della pistola all’interno della stanza.

L’inchiesta di Lecco

Se l’arresto in flagranza per la pistola è seguito dalla magistratura milanese, la regia dell’inchiesta più ampia è nelle mani della Procura di Lecco, guidata dal procuratore Domenico Ezio Basso. Le indagini, avviate nel gennaio 2024, hanno già portato a diverse perquisizioni: nella casa di Baby Gang a Calolziocorte, in provincia di Lecco, i carabinieri hanno rinvenuto due pistole clandestine.

Il quadro investigativo non si ferma qui. L’operazione ha coinvolto anche altri indagati e ha condotto all’arresto di quattro cittadini macedoni accusati di concorso in detenzione e porto illegale di armi da fuoco – comprese quelle da guerra – e di traffico di cocaina. Secondo gli inquirenti, il gruppo movimentava sostanze stupefacenti per un giro d’affari stimato intorno ai 12mila euro al mese.

Dall’AK47 ai videoclip musicali

Il punto di partenza dell’inchiesta risale a oltre un anno fa, quando un indagato venne trovato con droga e un fucile mitragliatore d’assalto di derivazione AK47, perfettamente funzionante e con munizionamento. L’arma, di fabbricazione ex cecoslovacca, sarebbe riconducibile alla famiglia Hetem, quattro dei cui membri sono stati arrestati nelle ultime ore.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, quel fucile era stato utilizzato anche durante le riprese di alcuni videoclip musicali di Baby Gang e del suo amico e collega Simba La Rue, all’anagrafe Mohamed Lamine Saida, 23 anni, anch’egli indagato e già detenuto per scontare un cumulo pene derivante da due condanne definitive.

Una carriera segnata dai procedimenti giudiziari

L’arresto di queste ore rappresenta l’ennesimo capitolo di una parabola artistica segnata costantemente da guai giudiziari. Baby Gang era infatti in attesa di affidamento ai servizi sociali dopo la condanna definitiva a 2 anni, 9 mesi e 10 giorni per la sparatoria avvenuta nel 2022 in via Tocqueville, a pochi passi da Corso Como, nel cuore della movida milanese.

Nel suo percorso giudiziario, il trapper ha collezionato altre condanne non ancora definitive e alcune assoluzioni, restando sempre sotto i riflettori di un’opinione pubblica divisa tra chi lo considera un talento controverso e chi lo vede come il simbolo di una deriva criminale che sfuma pericolosamente nei linguaggi della musica urbana.

L’indagine in corso rischia ora di pesare in maniera decisiva sulla sua carriera, già più volte interrotta da vicende giudiziarie. Se verranno confermate le accuse di traffico d’armi e droga, per Baby Gang il futuro potrebbe allontanarsi ancora di più dai palchi e avvicinarsi definitivamente alle aule di giustizia.

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