5 Ottobre 2026, lunedì
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Aggressione antisemita a Venezia, coppia di turisti attaccata da un gruppo di uomini al grido di “Free Palestine”

Un mese fa un episodio analogo a Rialto: la città lagunare di nuovo sotto shock. Denunce e misure cautelari per alcuni degli aggressori

Una notte di paura, nel cuore di Venezia, ha trasformato il soggiorno di una coppia di turisti ebrei in un incubo. Nella notte tra il 7 e l’8 settembre un cittadino americano e la moglie israeliana, entrambi appartenenti alla comunità ebraica ortodossa, sono stati aggrediti da un gruppo di circa dieci uomini di origine nordafricana, che li hanno insultati, minacciati e colpiti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’episodio è iniziato poco dopo mezzanotte nei pressi di un chiosco, quando la coppia, facilmente riconoscibile dall’abbigliamento tradizionale ebraico, è stata individuata dal gruppo. Le urla – “Free Palestine” – hanno dato il via a un crescendo di violenza verbale e fisica. I due turisti hanno cercato di allontanarsi, ma sono stati inseguiti: uno degli aggressori ha aizzato il proprio rottweiler contro di loro, un altro ha colpito con uno schiaffo il marito. Nel parapiglia è stata lanciata anche una bottiglia di vetro che, infrangendosi, ha ferito la donna alla caviglia.

La prontezza dell’intervento delle forze dell’ordine ha evitato conseguenze peggiori. Una pattuglia della Guardia di Finanza ha intercettato il gruppo e, dopo l’identificazione di alcuni dei partecipanti, ha trasmesso un rapporto dettagliato alla procura di Venezia. L’ipotesi di reato è pesante: minacce aggravate dall’odio razziale, etnico, nazionale e religioso.

I primi provvedimenti sono già scattati. Il tunisino che ha colpito il turista americano è stato denunciato per percosse, oltre che per minacce aggravate, ed è stato sottoposto al divieto di tornare a Venezia per i prossimi due anni. La sua posizione giudiziaria, tuttavia, non ha comportato l’arresto: risulta incensurato ed è stato lasciato in libertà. Un secondo aggressore, irregolare sul territorio italiano, è stato trasferito al centro per il rimpatrio di Bari in attesa dell’espulsione verso la Tunisia.

L’episodio, che ha provocato sdegno e allarme, riporta Venezia sotto i riflettori per un’ondata di antisemitismo che inquieta la città. Solo un mese fa, infatti, una coppia di turisti ebrei americani era stata aggredita a Rialto, sempre da un gruppo di giovani che li aveva insultati e minacciati. Due episodi ravvicinati che sollevano interrogativi sulla sicurezza dei visitatori e sul riemergere di tensioni legate al conflitto mediorientale anche nei luoghi simbolo dell’accoglienza internazionale.

La comunità ebraica veneziana, una delle più antiche d’Europa e custode del primo ghetto istituito al mondo nel XVI secolo, ha espresso forte preoccupazione per la spirale di odio che rischia di trasformare un luogo di storia e cultura in teatro di intolleranza. Le indagini proseguono per identificare gli altri componenti del gruppo e accertare eventuali legami con ambienti radicalizzati.

Venezia, capitale mondiale del turismo, si trova ora a dover fare i conti non solo con la gestione dei flussi di milioni di visitatori, ma anche con una sfida cruciale: garantire che nessuno, per religione, origine o identità, debba sentirsi minacciato in una città che ha fatto della convivenza e dell’apertura la sua cifra storica.

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