6 Ottobre 2026, martedì
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Ucraina-Russia, la guerra delle pressioni: nuove sanzioni da Kiev, frizioni con il Pentagono e droni su centrali nucleari

Zelensky firma due decreti per colpire individui e società al fianco di Mosca. Intanto Washington frena l’uso dei missili a lungo raggio, Mosca accusa: “Abbattuti 95 droni ucraini”. Un drone provoca un incendio in una centrale nucleare a Kursk, mentre l’inviato Usa Kellogg atteso a Kiev per il Giorno dell’Indipendenza

Nel pieno di una guerra che ha ormai oltrepassato il traguardo dei due anni, il fronte tra Ucraina e Russia non si combatte solo con i droni e l’artiglieria, ma anche a colpi di sanzioni, pressioni diplomatiche e missili vincolati da complesse autorizzazioni transatlantiche. Domenica il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la firma di due nuovi decreti volti ad aggiornare e rafforzare l’arsenale sanzionatorio del proprio Paese contro soggetti ritenuti responsabili o complici dell’aggressione russa.

Zelensky firma due nuovi pacchetti di sanzioni: colpiti cittadini stranieri e asset russi

“Continuiamo il nostro lavoro in materia di sanzioni”, ha dichiarato Zelensky in un messaggio video diffuso nella serata del 23 agosto. Il primo decreto, ha spiegato il presidente, introduce la piena sincronizzazione delle misure ucraine con quelle adottate dal governo canadese. Nello specifico, si tratta di un allineamento “al 100%” con il pacchetto sanzionatorio emesso da Ottawa nel 2024, che coinvolge 139 entità tra persone fisiche e giuridiche “coinvolte nella macchina da guerra russa”.

Un secondo decreto, distinto ma complementare, impone misure restrittive contro altri 28 cittadini di Paesi terzi che, secondo le autorità ucraine, avrebbero fornito supporto al regime di occupazione russo nei territori ucraini annessi o controllati militarmente. Non sono stati resi noti i nomi delle persone colpite né le nazionalità, ma fonti di Kiev indicano una platea eterogenea composta da consulenti economici, intermediari politici e operatori infrastrutturali impiegati in attività legate all’amministrazione russa nelle regioni occupate.

Missili Atacms, il Pentagono frena Kiev: autorizzazioni sospese per mesi

Mentre da Kiev si alza il tono contro chi sostiene Mosca, a Washington emergono nuove tensioni interne sul fronte degli aiuti militari. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, il Pentagono avrebbe imposto per mesi un blocco all’utilizzo da parte ucraina dei missili statunitensi a lungo raggio Atacms (Army Tactical Missile System) per colpire obiettivi in territorio russo.

La procedura, descritta da fonti interne alla Difesa americana, prevedeva l’obbligo di approvazione diretta da parte del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, per ogni singolo utilizzo. Questo meccanismo ha, di fatto, neutralizzato nei mesi scorsi la decisione assunta dalla Casa Bianca, che – almeno formalmente – aveva dato il via libera all’impiego degli Atacms anche contro obiettivi militari russi al di fuori del territorio ucraino.

Il nodo riguarda la portata strategica degli attacchi: Washington teme un’escalation incontrollabile se Kiev dovesse colpire sistematicamente all’interno dei confini riconosciuti della Federazione Russa. Il freno imposto dal Pentagono sembra rivelare un dissenso profondo, a livello burocratico e politico, sulla gestione della fase più avanzata del conflitto.

Attacco alla centrale di Kursk: incendio dopo l’abbattimento di un drone

E proprio il rischio di escalation si è materializzato nelle ultime ore nella regione di Kursk, nella Russia occidentale. Secondo un comunicato ufficiale della centrale nucleare locale, un drone ucraino abbattuto dalle difese russe è esploso in prossimità dell’impianto, provocando un incendio. Le fiamme sono state domate senza che si registrassero vittime o feriti, ma l’incidente ha ridotto la capacità produttiva della centrale.

“Il livello di radioattività nel sito e nelle aree circostanti resta nei parametri naturali”, ha assicurato la direzione della centrale in una nota diffusa su Telegram. L’episodio riaccende tuttavia le preoccupazioni sulla vulnerabilità degli impianti nucleari nell’area del conflitto e sull’uso crescente dei droni come arma di precisione e disturbo, anche su obiettivi infrastrutturali ad alto rischio.

95 droni abbattuti nella notte: Mosca alza il livello di allerta

In parallelo, il ministero della Difesa russo ha riferito di un’intensa attività dei sistemi antiaerei nel corso della notte. Ben 95 droni ucraini sarebbero stati intercettati e distrutti in diverse regioni della Federazione. Non sono stati forniti dettagli precisi sulla localizzazione degli attacchi o sull’eventuale presenza di danni collaterali.

Negli ultimi mesi, le incursioni ucraine con velivoli senza pilota si sono moltiplicate, spesso puntando obiettivi militari, depositi di carburante, aeroporti o infrastrutture civili all’interno del territorio russo. La strategia, sempre più visibile, punta a estendere la pressione su Mosca ben oltre la linea del fronte, con l’obiettivo di logorare il morale interno e colpire le capacità logistiche e industriali del nemico.

Washington presente a Kiev per il Giorno dell’Indipendenza

Nonostante le tensioni sulle forniture militari, gli Stati Uniti confermano il proprio sostegno politico all’Ucraina. Il 24 agosto, in occasione del 34esimo anniversario del Giorno dell’Indipendenza del Paese, sarà a Kiev l’inviato speciale statunitense Keith Kellogg. La visita durerà due giorni e rappresenta un segnale simbolico ma significativo dell’attenzione di Washington nei confronti della resistenza ucraina.

Secondo fonti diplomatiche, Kellogg incontrerà esponenti del governo, membri del Parlamento e rappresentanti della società civile, in un’agenda incentrata sul rafforzamento della cooperazione bilaterale e sul sostegno alla sovranità ucraina. Non è escluso che durante la missione vengano affrontati anche i nodi ancora aperti relativi all’assistenza militare e alle future forniture.

Un conflitto su più livelli

L’ultima sequenza di eventi mostra con chiarezza come la guerra tra Russia e Ucraina sia ormai un conflitto multilivello, che coinvolge simultaneamente la dimensione militare, economica e geopolitica. Mentre sul terreno si continua a combattere con intensità in Donbass e lungo la linea di contatto meridionale, il confronto si estende alle sanzioni internazionali, alle strategie di deterrenza tecnologica e agli equilibri tra alleati.

Kiev rilancia sul fronte sanzionatorio, Washington media tra fermezza e cautela, Mosca reagisce con dichiarazioni muscolari e abbattimenti spettacolari. Intanto, le popolazioni civili – da una parte e dall’altra – restano esposte alle conseguenze concrete di una guerra che, pur senza vedere la fine, continua a ridisegnare le regole della sicurezza globale.

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