MESTRE – Una caduta di quindici metri e un dramma che poteva trasformarsi in tragedia. Un bimbo di appena un anno e mezzo lotta per la vita all’ospedale pediatrico di Padova dopo essere precipitato sabato sera dal quinto piano di un condominio nella periferia di Mestre, in provincia di Venezia.
Secondo una prima ricostruzione fornita dalle autorità, il piccolo si trovava sul terrazzo di casa quando, in un momento di distrazione, sarebbe riuscito a infilarsi tra le barre di ferro del parapetto, scivolando nel vuoto. La caduta, da un’altezza stimata di circa 15 metri, è stata in parte attutita da una tettoia in plastica situata al primo piano dell’edificio, che ha rallentato l’impatto al suolo e con ogni probabilità evitato conseguenze ancora più gravi.
La dinamica: una manciata di secondi fatali
L’incidente è avvenuto in un lasso di tempo brevissimo, in un contesto domestico apparentemente sicuro. Al momento dell’accaduto in casa era presente solo la madre del bambino, mentre il padre si trovava al lavoro. La famiglia, di origini bengalesi, è residente a Mestre da circa dieci anni. Gli inquirenti non hanno rilevato elementi che possano far pensare a negligenze gravi, ma sono in corso accertamenti per verificare le condizioni del parapetto e comprendere esattamente come sia stato possibile che un bambino così piccolo sia riuscito a superare la barriera.
Stando alle prime analisi, il piccolo si sarebbe infilato nello spazio tra le sbarre in ferro del parapetto, forse ancora non a norma rispetto alle più recenti disposizioni di sicurezza. Un passaggio sufficientemente largo da permettere il passaggio di un bambino, ma troppo stretto per attirare subito l’attenzione degli adulti.
I soccorsi: intervento immediato e corsa contro il tempo
Dopo l’impatto, sono stati immediatamente allertati i soccorsi. L’intervento del personale sanitario del Suem 118 è stato tempestivo: il bambino è stato trovato cosciente ma in condizioni molto critiche. Stabilizzato sul posto, è stato trasportato in elisoccorso d’urgenza all’ospedale pediatrico di Padova, dove è tuttora ricoverato in prognosi riservata. I medici non si sbilanciano, ma confermano che le prossime ore saranno decisive.
Le sue condizioni vengono definite gravi ma stabili. I traumi riportati sono molteplici, ma il fatto che la caduta sia stata in parte frenata dalla tettoia potrebbe avere evitato danni letali. La struttura in plastica, pur non essendo concepita per sostenere un peso simile, ha agito come un paracadute improvvisato, assorbendo parte dell’energia dell’impatto.
Indagini in corso e solidarietà alla famiglia
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia e i tecnici dei Vigili del fuoco, per i rilievi del caso. Gli accertamenti mirano a stabilire eventuali responsabilità o lacune nella sicurezza del terrazzo, ma al momento non risulta nessun atto formale nei confronti dei genitori. La comunità locale, compresi molti vicini di casa, si è stretta attorno alla famiglia, ancora sotto shock per l’accaduto.
“Una tragedia terribile, un momento di disattenzione che può capitare a chiunque, soprattutto con bambini così piccoli e curiosi”, commenta una residente del condominio. “La madre è distrutta. Le siamo tutti vicini, sperando che il piccolo ce la faccia”.
La sicurezza domestica: un tema ancora troppo sottovalutato
L’episodio di Mestre riaccende i riflettori su un tema spesso sottovalutato: la sicurezza dei bambini all’interno delle abitazioni, in particolare in presenza di balconi, finestre e terrazze. Le normative italiane prevedono requisiti minimi per le altezze dei parapetti e la distanza tra le sbarre, ma molte strutture realizzate decenni fa non rispettano i criteri attuali o non sono mai state adeguate.
Nel caso specifico, non è ancora chiaro se il parapetto dell’appartamento in questione fosse conforme o meno alle ultime disposizioni. Gli investigatori, in collaborazione con tecnici comunali, stanno effettuando verifiche strutturali e documentali.
Un dramma che scuote e interroga
Il caso del bambino precipitato a Mestre è l’ennesimo episodio che pone interrogativi sulla prevenzione degli incidenti domestici, prima causa di infortunio nei minori di cinque anni. Bastano pochi secondi di distrazione e un varco troppo ampio, una sedia spostata, un mobile vicino a una ringhiera, perché si inneschi una sequenza potenzialmente fatale.
In questo caso, la fortuna ha giocato un ruolo decisivo. Ma la speranza, adesso, è tutta concentrata sulle capacità dei medici dell’ospedale di Padova e sulla resistenza del piccolo, che sta combattendo la sua battaglia più difficile. La città di Mestre trattiene il fiato.
