6 Ottobre 2026, martedì
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Catturato in Belgio pericoloso latitante algerino ricercato in tutta Europa

Operazione congiunta tra i Carabinieri di Fermo e la polizia belga: l’uomo, pluripregiudicato e attivo nello spaccio di droga anche a Lido Tre Archi, dovrà scontare una condanna a quasi dieci anni di carcere

Un’operazione internazionale di polizia, frutto di una stretta e consolidata collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e le autorità belghe, ha portato nei giorni scorsi all’arresto di un pericoloso latitante algerino di 48 anni, da anni attivo nello spaccio di sostanze stupefacenti nelle Marche e in particolare nella zona di Lido Tre Archi, a Fermo. L’uomo, pluripregiudicato e con numerosi alias, era ricercato dal 2023 in forza di un Mandato di Arresto Europeo e inserito nelle banche dati internazionali di polizia, accessibili alle forze dell’ordine di tutti i Paesi dell’Unione.

Il blitz è scattato in una cittadina a sud di Bruxelles, dove l’uomo aveva trovato rifugio dopo anni di latitanza. Fondamentale il lavoro investigativo condotto dal Reparto Operativo del Comando Provinciale di Fermo, che con il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale ha individuato la zona in cui il fuggitivo si nascondeva. Alla cattura hanno materialmente provveduto le forze di polizia belghe, che hanno poi posto il ricercato a disposizione della Corte d’Appello competente per l’avvio delle procedure di estradizione verso l’Italia.

Il latitante era destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Ancona, che gli impone di scontare una pena complessiva di nove anni, cinque mesi e otto giorni di reclusione. I reati contestati coprono un arco temporale compreso tra il 2002 e il 2010 e spaziano dalla produzione e traffico di sostanze stupefacenti al possesso e fabbricazione di documenti falsi validi per l’espatrio, dal danneggiamento alla ricettazione, dall’evasione alle false dichiarazioni di identità, fino a episodi di rissa e lesioni personali.

La sua carriera criminale, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ebbe momenti di particolare gravità già nei primi anni Duemila. Nel 2003, a Lido Tre Archi, partecipò a una rissa sulla pubblica via Aldo Moro durante la quale furono utilizzati anche mezzi contundenti e taglienti, provocando lesioni a due persone. Sempre nello stesso anno, assieme ad altri complici, lanciò bottiglie e sassi contro la vetrina del bar “Io e Te”, distruggendola completamente. Parallelamente, gestiva insieme ad altri una grossa partita di eroina, sequestrata dai Carabinieri in due panetti dal peso complessivo di circa un chilogrammo. Negli anni successivi, tra il 2007 e il 2008, proseguì l’attività di spaccio cedendo ingenti quantitativi di stupefacenti destinati al mercato al dettaglio.

Alla lunga lista di reati si aggiungono episodi di evasione: nel 2008 si sottrasse agli arresti domiciliari a Fermo, mentre nel 2010, nuovamente ristretto a Sant’Elpidio a Mare, fece perdere le proprie tracce senza mai raggiungere l’abitazione indicata come luogo di custodia. In più occasioni fornì false generalità, costruendosi identità alternative con documenti contraffatti, stratagemma che gli aveva consentito di eludere i controlli e muoversi tra più Paesi europei.

La cattura in Belgio rappresenta un successo significativo nella lotta alla criminalità internazionale, resa possibile da una cooperazione costante e capillare tra le forze di polizia. Non a caso, le autorità belghe hanno segnalato che l’uomo aveva già assunto nuove generalità ed era stato detenuto anche per reati predatori, confermando la sua pericolosità e la capacità di reinventarsi pur di sfuggire alla giustizia.

L’Arma dei Carabinieri ha espresso gratitudine alle autorità belghe e al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, che hanno garantito supporto e sinergia nel portare a termine l’operazione. Un’azione che conferma l’importanza delle reti investigative transnazionali e l’impegno quotidiano per garantire la sicurezza dei cittadini.

Come previsto dalla legge, si ricorda che le persone indagate devono ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.

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