26 Ottobre 2026, lunedì
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Botulino in Calabria, due medici indagati per i decessi di Di Sarno e D’Acunto

L’inchiesta della Procura di Paola si concentra su ritardi diagnostici e responsabilità nella catena alimentare. Sotto sequestro il food truck di Diamante, attesi i risultati delle autopsie e delle analisi dell’ISS.

Un panino consumato sul lungomare di Diamante potrebbe aver scatenato una catena di eventi tragica e tuttora oggetto di indagine. Due persone sono morte, altre quattordici sono ricoverate – alcune in condizioni critiche – e ora la Procura di Paola vuole fare chiarezza su tutti gli aspetti, sanitari e alimentari, di quello che sembra essere un grave caso di intossicazione da botulino.

I primi decessi accertati sono quelli di Luigi Di Sarno, 52 anni, e Tamara D’Acunto, 45, entrambi residenti fuori dalla Calabria e in vacanza nella regione. La loro morte ha dato l’avvio a un’inchiesta che si allarga ora a tre indagati: due medici delle strutture ospedaliere che li hanno presi in carico nei giorni precedenti il decesso, e il titolare del food truck sospettato di essere l’origine del focolaio.

L’iscrizione nel registro degli indagati, fanno sapere fonti investigative, è un atto dovuto in vista degli esami autoptici, che saranno eseguiti martedì 12 agosto presso l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. Gli accertamenti medico-legali dovranno stabilire con certezza la causa della morte, attraverso autopsia, analisi tossicologiche e microbiologiche.

Focus sulla diagnosi: i medici nel mirino della Procura

Oltre alla filiera alimentare, l’attenzione degli inquirenti si concentra su una possibile diagnosi tardiva da parte dei sanitari che hanno avuto in cura le due vittime. Una diagnosi più rapida – sostengono le prime valutazioni – avrebbe potuto permettere un intervento tempestivo e, forse, salvare la vita ai due pazienti. L’ipotesi investigativa è che i sintomi della tossinfezione siano stati sottovalutati o interpretati erroneamente nelle fasi iniziali.

Il sostituto procuratore Maria Porcelli, titolare del fascicolo, ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche, con l’obiettivo di chiarire tempi, modalità e contenuti delle visite mediche. Si vuole verificare, in particolare, se sia stata considerata l’ipotesi di botulismo e se siano state somministrate o anche solo contemplate le terapie d’urgenza previste in questi casi.

Le ipotesi di reato formulate al momento sono pesanti: omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. Tutti reati da verificare nel corso delle indagini preliminari.

Il food truck di Diamante al centro dell’inchiesta

Il denominatore comune tra le due vittime e i pazienti ricoverati è uno solo: hanno mangiato nello stesso punto di ristoro ambulante, un food truck posizionato sul lungomare di Diamante, in provincia di Cosenza. I NAS dei Carabinieri, insieme ai tecnici dell’Azienda sanitaria provinciale, hanno eseguito controlli approfonditi su modalità di conservazione e preparazione degli alimenti, sequestrando il mezzo e bloccando l’attività.

Alcuni dettagli emersi suggeriscono che l’intossicazione non sia dovuta alla qualità degli ingredienti, bensì a errori nella conservazione dei cibi, come la mancata refrigerazione o la cattiva igienizzazione di utensili e superfici.

Campioni di alimenti, utensili e superfici di lavoro sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità per analisi microbiologiche, i cui primi risultati sono attesi entro mercoledì. Solo quei dati potranno confermare definitivamente la presenza della tossina botulinica, una delle più pericolose conosciute in ambito alimentare.

Ricoverati in 14: sei in terapia intensiva

Al momento, sono 14 le persone ancora ricoverate in diversi ospedali calabresi. Di queste, sei sono in terapia intensiva, tre in pediatria e cinque in reparti ordinari. Le condizioni sono stazionarie ma richiedono costante monitoraggio. I medici mantengono pronta la somministrazione del siero anti-botulinico, un trattamento salvavita che deve essere impiegato nelle primissime fasi dell’infezione per risultare realmente efficace.

L’allerta resta alta in tutta la regione. Il presidente della Società Italiana di Igiene, Enrico Di Rosa, ha lanciato un appello alla prudenza, sottolineando che “la tossina botulinica è estremamente potente: anche una quantità minima può causare danni gravissimi. Mai assaggiare conserve o alimenti che presentano segni anomali come rigonfiamenti o odori sospetti”.

Autopsie e analisi chiave per l’inchiesta

Il calendario delle prossime ore è fitto e decisivo per l’indagine: martedì 12 agosto verranno eseguite le autopsie su Di Sarno e D’Acunto. Il giorno successivo, salvo ritardi, dovrebbero arrivare i riscontri microbiologici e tossicologici dall’Istituto Superiore di Sanità. Solo allora la Procura potrà muovere ulteriori passi, valutando se ampliare il numero degli indagati o eventualmente procedere con provvedimenti cautelari.

La Calabria sotto i riflettori

L’intero episodio ha acceso i riflettori sulla gestione del cibo di strada e sulle norme sanitarie applicate ai punti vendita itineranti, in una regione in cui il turismo estivo ha portato un forte afflusso di visitatori. La vicenda ha scosso anche le autorità regionali, che stanno valutando l’adozione di controlli straordinari sulle attività alimentari ambulanti lungo le coste calabresi.

Nel frattempo, dolore e sgomento accomunano le famiglie delle vittime e dei pazienti colpiti, mentre la magistratura cerca risposte a un dramma che, forse, si poteva evitare.

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