5 Ottobre 2026, lunedì
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Vertice Putin-Trump in vista, ma la Casa Bianca frena: “Solo se incontrerà anche Zelensky”

Il Cremlino conferma l’incontro tra il presidente russo e Donald Trump per la prossima settimana. Ma dagli Stati Uniti arriva lo stop: senza apertura verso l’Ucraina, l’agenda potrebbe saltare. Intanto Putin gela le speranze di un faccia a faccia con Zelensky, che invoca il coinvolgimento dell’Europa.

Mentre si intensificano le trattative diplomatiche sullo scacchiere internazionale, Mosca rilancia l’ipotesi di un vertice tra Vladimir Putin e Donald Trump. L’incontro, secondo quanto dichiarato dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, sarebbe già stato concordato con Washington e si starebbe lavorando ai dettagli logistici. “La data è prevista per la prossima settimana”, ha precisato Ushakov, lasciando intendere che la macchina organizzativa è già in moto.

Ma da Washington arriva una netta condizione: la Casa Bianca non avallerà il summit se il presidente russo non accetterà anche un confronto diretto con il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Una richiesta chiara, che rimette al centro dei negoziati il cuore del conflitto in corso: la guerra in Ucraina.

D’altra parte, la posizione del Cremlino sul possibile incontro con Zelensky resta ambigua e sostanzialmente negativa. “Non ci sono ancora le condizioni per un vertice con il presidente ucraino”, ha dichiarato Putin, citato dall’agenzia russa Tass. Il leader del Cremlino non ha però escluso del tutto l’ipotesi: “In linea generale non ho nulla in contrario. È possibile, ma devono essere create determinate condizioni”, ha precisato, lasciando intendere che da parte russa la porta non è del tutto chiusa, ma resta socchiusa dietro a un fitto velo di richieste implicite.

Quanto al possibile scenario del summit con Trump, Putin ha indicato negli Emirati Arabi Uniti una delle sedi papabili. Un’eventualità che confermerebbe il ruolo crescente di mediazione svolto da Abu Dhabi nel panorama geopolitico globale, soprattutto nei dossier più delicati.

Sul fronte opposto, Zelensky alza la posta e chiede che l’Unione Europea venga coinvolta formalmente nei prossimi colloqui di pace. “È fondamentale che l’Europa sia parte attiva del processo”, ha affermato il presidente ucraino, in un appello che intende rafforzare l’asse occidentale contro l’isolazionismo negoziale russo.

Il rischio, al momento, è che l’eventuale incontro tra Putin e Trump si trasformi in un’operazione di facciata se non accompagnata da una reale apertura diplomatica verso Kiev. E proprio questo sembra essere il nodo cruciale per la Casa Bianca: senza un reale dialogo tra Mosca e l’Ucraina, gli Stati Uniti non intendono legittimare un vertice che rischierebbe di rafforzare unilateralmente la posizione del Cremlino sul piano internazionale.

In un contesto ancora dominato dalla tensione e dalla distanza tra le parti, l’ipotesi di un doppio incontro – Mosca-Washington e Mosca-Kiev – appare al momento incerta. Ma il gioco diplomatico è aperto, e i prossimi giorni potrebbero rivelarsi decisivi.

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