6 Ottobre 2026, martedì
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Iran, scossa di terremoto di magnitudo 5.6 nel sudest: nessuna vittima segnalata

Il sisma ha colpito un’area remota della provincia di Kerman, con epicentro a 125 chilometri da Bam. Al momento, non si registrano danni significativi né vittime. Monitoraggio in corso da parte delle autorità iraniane e internazionali.

TEHERAN – Una scossa di terremoto di magnitudo 5.6 ha interessato nella mattinata di martedì 5 agosto le regioni sudorientali dell’Iran, in particolare l’area desertica della provincia di Kerman, una delle zone sismicamente più attive del Paese. La notizia è stata diffusa dal Centro Sismologico Euro-Mediterraneo (EMSC), che ha localizzato l’epicentro a circa 125 chilometri a est della città di Bam, con un ipocentro a 10 chilometri di profondità.

La scossa si è verificata alle ore 8:36 locali, suscitando inizialmente apprensione nelle comunità più prossime all’epicentro. Tuttavia, non risultano al momento vittime né danni rilevanti alle infrastrutture o alle abitazioni, secondo le prime valutazioni delle autorità locali e dei centri di monitoraggio.

Una regione ad alta vulnerabilità sismica

L’Iran è uno dei Paesi più esposti al rischio sismico del pianeta, situato com’è in un’area di intensa attività tettonica, al crocevia tra la placca araba e quella euroasiatica. In particolare, la provincia di Kerman – al confine con le regioni desertiche del Baluchistan – è tristemente nota per essere stata teatro di alcuni dei terremoti più devastanti della storia recente della Repubblica islamica.

Proprio la città di Bam, nei pressi dell’epicentro odierno, fu colpita nel dicembre 2003 da un sisma catastrofico di magnitudo 6.6, che causò oltre 26.000 morti e distrusse quasi completamente la cittadella fortificata, patrimonio UNESCO. Quell’evento segnò profondamente la memoria collettiva del Paese, rafforzando la consapevolezza circa la necessità di un sistema efficace di prevenzione e risposta.

Sebbene la scossa di oggi sia stata di intensità sensibilmente inferiore, l’attenzione rimane alta. La protezione civile iraniana ha attivato, come da prassi, le squadre di emergenza per verificare lo stato delle infrastrutture essenziali e l’eventuale presenza di danni strutturali in villaggi isolati o in edifici già vulnerabili.

Nessun allarme tsunami, ma resta la prudenza

Non essendo la zona colpita in prossimità della costa, non è stato emesso alcun allarme tsunami, e la profondità relativamente bassa del sisma, pur rendendo percepibile la scossa in un raggio ampio, non sembra aver prodotto onde d’urto sufficienti a causare cedimenti o crolli su larga scala.

Tuttavia, gli esperti invitano alla prudenza, soprattutto nei giorni immediatamente successivi a un evento sismico di questa entità, durante i quali sono possibili repliche (aftershocks), talvolta anche di intensità significativa.

Il Centro Sismologico dell’Istituto Geofisico dell’Università di Teheran, che monitora in tempo reale l’attività sismica del Paese, ha confermato i dati forniti dalle agenzie internazionali e sta aggiornando costantemente le autorità locali sull’evoluzione del fenomeno.

La resilienza della popolazione locale

Il sudest dell’Iran, caratterizzato da clima arido, territori montuosi e una densità abitativa relativamente bassa, ha sviluppato negli anni una certa capacità di risposta a eventi naturali estremi, grazie anche alla presenza di sistemi di allerta precoce e a una rete capillare di protezione civile a livello provinciale.

L’assenza, finora, di notizie su vittime o danni non deve tuttavia far abbassare la guardia. In molte aree rurali dell’Iran, le abitazioni sono ancora costruite con tecniche tradizionali, spesso prive di criteri antisismici. Eventi anche di media intensità, come quello odierno, possono quindi produrre effetti significativi in zone poco accessibili o scarsamente monitorate.

In questo senso, le autorità locali e nazionali restano in stato di vigilanza, pronte a intervenire nel caso dovessero emergere richieste di assistenza da parte delle comunità più esposte.

Conclusione

Il terremoto che ha scosso il sudest dell’Iran nelle prime ore della giornata, pur non avendo provocato danni gravi o vittime, rappresenta un nuovo monito sulla vulnerabilità sismica dell’area. La memoria del sisma di Bam del 2003 resta viva nella coscienza nazionale, e ogni evento sismico – per quanto di moderata intensità – riapre il dibattito sulla necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, la qualità delle costruzioni e la tempestività degli interventi.

Nel frattempo, le squadre di soccorso continuano a operare sul territorio e gli esperti monitorano l’evoluzione sismica. Il sisma odierno si aggiunge così a una lunga lista di scosse che scandiscono la storia di un Paese la cui identità geologica impone, ancora oggi, il dovere costante della vigilanza.

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