Il pomeriggio di ieri, sulla spiaggia di Agropoli, è stato segnato da un episodio che ha restituito il senso profondo dell’uniforme, anche quando questa non è indossata. Intorno alle 17, tra i bagnanti e le famiglie che affollavano il litorale del Cilento, si è consumato un momento di forte tensione: a decine di metri dalla riva, alcuni presenti hanno notato il corpo immobile di una donna galleggiare sull’acqua, apparentemente priva di coscienza. La situazione è apparsa subito grave, tanto da suscitare un allarme immediato.
Ad accorgersi della scena, tra i primi, è stato un maresciallo dei Carabinieri, comandante della Stazione di Colorno (in provincia di Parma), che si trovava in quel momento sulla spiaggia per motivi personali, libero dal servizio. Senza esitazione e nonostante le condizioni del mare fossero tutt’altro che favorevoli, l’uomo si è lanciato in acqua e ha raggiunto la donna, affrontando correnti e onde mosse per trascinarla fino a riva.
Giunto sulla battigia, ha iniziato immediatamente le manovre di primo soccorso, con lucidità e prontezza. La donna, che aveva ingerito una notevole quantità di acqua, presentava segnali compatibili con uno stato di semi-annegamento. Il maresciallo le ha liberato le vie respiratorie, favorendo l’espulsione dell’acqua e monitorandone costantemente le funzioni vitali, in attesa dell’arrivo dei sanitari del 118. L’intervento si è rivelato tempestivo e determinante: la donna, affidata successivamente alle cure dei soccorritori, è stata stabilizzata e risulta ora fuori pericolo.
Nel corso delle operazioni di salvataggio, il carabiniere ha riportato alcune escoriazioni agli arti, conseguenza dell’azione compiuta tra i flutti e la scogliera vicina. Nulla di grave, ma testimonianza concreta del rischio affrontato senza esitazione, mosso da un senso del dovere che non conosce turni né orari.
L’episodio, che ha avuto un esito positivo grazie al coraggio e alla prontezza del militare, è stato accolto con grande riconoscenza dai presenti. In un momento storico in cui l’uniforme è spesso oggetto di dibattito, gesti come questo restituiscono con forza la dimensione concreta del servizio pubblico e della responsabilità che molti uomini e donne delle forze dell’ordine continuano ad assumersi, anche fuori dall’ambito strettamente professionale.
In attesa di eventuali riconoscimenti formali, resta l’immagine nitida di un intervento che ha fatto la differenza tra la vita e la morte, e che ricorda quanto essenziale sia, in ogni contesto, il valore della preparazione, del coraggio e del senso civico.
