6 Ottobre 2026, martedì
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Big Blue Festival: dieci anni in difesa del mare e della biodiversità

Dal recupero della memoria marinara alla divulgazione scientifica, la rassegna di Portoscuso si conferma un laboratorio culturale per una Sardegna sostenibile

Un decennio a servizio del mare e della consapevolezza ambientale. Il Big Blue Festival, organizzato dall’associazione ArgoNautilus, taglia il traguardo dei dieci anni e si appresta a celebrare la ricorrenza con una tre giorni – da venerdì 8 a domenica 10 agosto – all’interno dell’Antica Tonnara Su Pranu di Portoscuso, antico cuore marinaro della Sardegna sud-occidentale. Nato come progetto di educazione ecologica e alfabetizzazione ambientale, il festival è oggi un punto di riferimento per chi, tra scienza, cultura e attivismo, riflette sul futuro del Mediterraneo e sull’equilibrio fragile tra sviluppo e sostenibilità.

L’originalità del Big Blue Festival risiede nella sua capacità di coniugare la divulgazione scientifica con il racconto, le esperienze immersive con il confronto intergenerazionale. Oltre alle tavole rotonde, alle presentazioni editoriali e agli incontri con ricercatori e autori, il programma valorizza le attività dedicate ai bambini e ai ragazzi, protagonisti dei “Big Blue Lab”: laboratori creativi, escursioni guidate – anche via mare – e sessioni di lettura animate da autori e animatori culturali. Come nel caso della scrittrice Eleonora Carta, affiancata da Valeria Mulas ed Erika Carta di ArgoCircolo Letterario, che guiderà i più piccoli nella creazione di una storia illustrata ispirata al libro “Ti voglio bene, Blu” (Babalibri) di Barroux.

Il simbolo dell’edizione 2025 è eloquente: un bambino in equilibrio su una Caretta caretta, la tartaruga marina che nidifica sulle coste tirreniche e che incarna la necessità di un turismo più consapevole, lento e non invasivo. Una creatura iconica anche per la sua vulnerabilità agli effetti della plastica in mare, alla frammentazione degli habitat, all’alterazione delle rotte migratorie causate dal cambiamento climatico.

Un territorio ferito e la memoria del mare

«Portoscuso è nata attorno alla Tonnara Su Pranu – ricorda Maurizio Cristella, direttore artistico e biologo marino – quando la pesca al tonno era un’attività regolata dai ritmi della natura e parte integrante della vita della comunità». Oggi quel paesaggio identitario porta ancora le cicatrici di decenni di industrializzazione forzata e promesse disattese, come documenta il cortometraggio Progresso Renaissance (2019), ispirato al romanzo Fili di Fabrizio Frisan, che sarà proiettato ogni sera del festival con la partecipazione dell’autore e della regista Marta Anatra. Il film denuncia gli esiti del cosiddetto Piano di Rinascita, che avrebbe dovuto rilanciare economicamente la Sardegna, ma che in molte aree ha generato degrado ambientale e spopolamento.

La foca monaca: un ritorno possibile

Il Mediterraneo non è soltanto un crocevia di civiltà, ma anche uno degli ecosistemi più vulnerabili del pianeta. Venerdì sera il fotografo naturalista Marco Colombo presenterà Out of the blue: la foca monaca nel Mediterraneo (Quercus), volume realizzato con Bruno D’Amicis e Ugo Mellone, dedicato a una delle specie simbolo della biodiversità marina. Un tempo perseguitata dai pescatori, oggi la foca monaca sembra riavvicinarsi alle coste italiane, grazie anche al buon stato di salute delle colonie greche. «Ma le insidie non mancano – ammonisce Colombo – nelle grotte dove si rifugiano le foche abbiamo trovato spiagge coperte di plastica. Se vogliamo che questo ritorno sia duraturo, è fondamentale evitare il disturbo nei luoghi di riproduzione».

Il plancton, fondamento invisibile della vita

Il programma prosegue sabato con un altro incontro di alta divulgazione: la giornalista scientifica Giorgia Bollati, coautrice con Marta Musso del saggio I vagabondi del mare (Codice), guiderà il pubblico alla scoperta dell’universo del plancton. Organismi microscopici ma vitali, il cui ruolo ecologico rimane in gran parte ignoto al grande pubblico. «Non è solo cibo per balene – osserva Bollati – ma un generatore di ossigeno, un pilastro delle catene alimentari, un modello millenario di cooperazione tra specie. La loro scomparsa potrebbe alterare in modo irreversibile la stabilità dell’intero ecosistema marino».

A seguire, la veterinaria Monica Pais, conosciuta per il suo impegno nella cura degli animali in difficoltà, presenterà il suo ultimo libro La mia vita per gli animali, un racconto personale e scientifico che intreccia biografia e zoologia.

Tra carnevali, vigneti e archeologia subacquea

La giornata conclusiva, domenica 10 agosto, sarà aperta dal Carnevale del Mare, con sfilata dei bambini per le vie storiche del porto, in un ideale passaggio di testimone tra le generazioni. In serata, spazio a due suggestive esplorazioni tematiche: la “viticoltura come rigenerazione del suolo”, con Federico Erbi, e il racconto di “un mare custode del tempo”, affidato all’archeologa Sara Porru, che illustrerà le connessioni tra paesaggi sommersi e memoria storica.

Il Big Blue Festival conferma la sua natura di spazio ibrido e fertile, dove la riflessione scientifica convive con la narrazione poetica, l’impegno civile con il gioco e l’invenzione. In Sardegna, dove il paesaggio è spesso stato sacrificato a un’idea di progresso estranea alla sua vocazione, la manifestazione di Portoscuso dimostra che un’altra idea di futuro è possibile: fatta di ascolto, conoscenza e rispetto.

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