Donald Trump sarebbe stato messo al corrente già nel mese di maggio del fatto che il suo nome compariva in più occasioni nei documenti legati all’inchiesta su Jeffrey Epstein. A riportarlo è un’esclusiva del Wall Street Journal, secondo cui l’ex presidente avrebbe ricevuto l’avvertimento direttamente dalla procuratrice generale Pam Bondi.
Stando alle fonti del quotidiano, durante un incontro riservato, Bondi avrebbe riferito a Trump che la sua presenza nei file era confermata “più volte”, ma avrebbe anche rassicurato l’ex presidente dicendo che non era previsto, almeno da parte sua, il rilascio di altro materiale sulla vicenda.
La notizia ha immediatamente scatenato reazioni accese. La Casa Bianca ha respinto con fermezza le rivelazioni del Wall Street Journal. “Si tratta di un’altra fake news, proprio come quella precedente pubblicata dallo stesso giornale”, ha dichiarato Steven Cheung, direttore della comunicazione della campagna di Trump.
L’inchiesta su Epstein, il finanziere morto in carcere nel 2019 mentre attendeva il processo per traffico sessuale di minori, continua ad avere ricadute pesanti sugli ambienti del potere americano. La pubblicazione dei cosiddetti “Epstein files”, che documentano anni di frequentazioni e relazioni del miliardario con figure influenti della politica, dell’economia e dello spettacolo, ha già coinvolto diversi nomi illustri.
Il Wall Street Journal non ha specificato in che contesto o con quale frequenza il nome di Trump compaia nei documenti, ma il fatto che l’ex presidente fosse stato messo sull’avviso in anticipo rende il quadro ancora più delicato. Resta da vedere se ulteriori rivelazioni emergeranno nei prossimi mesi o se, come affermato da Bondi, la pubblicazione di nuovi materiali verrà effettivamente bloccata.
