6 Ottobre 2026, martedì
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Dazi, Urso frena sul “bazooka”: “Trattare fino all’ultimo, no a una guerra commerciale con gli Usa”

Mentre il Wall Street Journal parla di un’Europa pronta allo scontro con un'eventuale amministrazione Trump, il ministro Urso invita alla cautela: “Serve una reazione proporzionata, non un’escalation”

Sulle tensioni commerciali tra Europa e Stati Uniti, l’Italia sceglie la via della prudenza e del dialogo. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a La Stampa, invita a mantenere aperto il tavolo negoziale “a oltranza” per evitare un’escalation che rischierebbe di trasformarsi in una vera e propria guerra economica transatlantica.

“Bisogna trattare fino all’ultimo, sino al limite della scadenza. E se il negoziato dovesse fallire, la risposta dell’Europa dovrà essere congiunta, equa e proporzionata”, sottolinea Urso, richiamando alla responsabilità comune e a un approccio strategico. “Non possiamo permetterci una guerra economica permanente tra le due metà dell’Occidente”, ammonisce.

Nel mirino c’è il possibile ritorno di dazi reciproci tra Stati Uniti e Unione Europea, con il 1° agosto indicato come data vincolante per raggiungere un’intesa. È quanto afferma anche il segretario al Commercio americano, che si dice “fiducioso” sulla possibilità di un accordo, ma ribadisce la natura stringente della scadenza.

Urso, pur non escludendo contromisure in caso di rottura dei colloqui, mette in guardia contro l’utilizzo del cosiddetto “bazooka” commerciale, un meccanismo di difesa estrema ideato come deterrente contro minacce sistemiche.

“Il meccanismo di coercizione – spiega – era stato pensato per contrastare avversari che mirassero a limitare la libertà d’azione dei Paesi membri dell’Unione. Si tratta di un’arma estrema, una sorta di atomica commerciale, la cui attivazione provocherebbe un’escalation devastante anche per la nostra economia”.

Nel frattempo, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, a Bruxelles cresce il timore che i negoziati possano arenarsi, con l’Unione Europea pronta a irrigidirsi soprattutto in vista delle elezioni presidenziali americane e della possibilità di un ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. “Se vogliono la guerra, avranno la guerra”, avrebbe dichiarato – secondo il quotidiano statunitense – un alto funzionario tedesco, a conferma del clima sempre più teso.

Resta dunque un equilibrio delicato, sospeso tra diplomazia e confronto. Da una parte, l’esigenza di difendere l’industria e il commercio europeo; dall’altra, la consapevolezza che una frattura con Washington rischierebbe di compromettere l’interesse comune e la stabilità economica tra alleati storici.

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